Colpo di scena per Polestar, che dovrà rinunciare al mercato statunitense per quanto riguarda le nuove immatricolazioni a partire dal Model Year 2027. La decisione arriva dopo che il Bureau of Industry and Security (BIS) del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha negato al costruttore l’autorizzazione necessaria per continuare a commercializzare i propri modelli nel Paese.

Alla base della scelta c’è la Connected Vehicle Rule, la normativa americana che introduce restrizioni sui veicoli connessi equipaggiati con componenti hardware e software provenienti dalla Cina o dalla Russia. Per Polestar, controllata dal gruppo cinese Geely, la decisione rappresenta un duro colpo, anche se l’impatto economico potrebbe essere più contenuto rispetto ad altri costruttori.

Perché gli Stati Uniti hanno bloccato Polestar

La nuova normativa americana nasce con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la sicurezza nazionale. Secondo Washington, i sistemi di connettività installati sulle auto moderne potrebbero rappresentare un potenziale rischio se sviluppati con tecnologie riconducibili a Paesi considerati sensibili dal punto di vista geopolitico.

Le autorità statunitensi temono infatti che software e componenti elettronici possano consentire la raccolta di dati sensibili o, nel peggiore dei casi, permettere accessi remoti ai veicoli. Per questo motivo la Connected Vehicle Rule prevede il divieto di importazione e vendita di modelli che utilizzano determinate tecnologie di origine cinese o russa.