Con 2,5 trilioni di dollari in gestione, Invesco non è certo un nome di secondo piano nel mondo della finanza tradizionale. Eppure il colosso americano ha deciso di spingersi ancora più in profondità nel settore crypto, depositando il 24 giugno 2026 una domanda di registrazione presso la SEC per lanciare il primo fondo stablecoin tokenizzato della sua storia: l’Invesco Stablecoin Reserves Onchain Fund. Una mossa che segnala qualcosa di più di una semplice diversificazione del portafoglio.
Summary
Punti chiaveIl deposito alla SEC e la struttura del fondoConformità al GENIUS Act e classificazione regolamentareSuperstate e l’integrazione blockchainIl ruolo di Superstate come sub-transfer agentUna collaborazione già consolidataUn mercato da 300 miliardi che punta ai 4 trilioniLe dimensioni della posta in giocoLa concorrenza si intensificaFAQQual è l’obiettivo di investimento dell’Invesco Stablecoin Reserves Onchain Fund?Come garantisce la conformità normativa il nuovo fondo di Invesco?Quale ruolo ha Superstate in questo fondo?Quanto è competitivo il mercato dei fondi di riserva stablecoin tokenizzati?
Punti chiave
Invesco ha depositato il 24 giugno 2026 una richiesta alla SEC per registrare l’Invesco Stablecoin Reserves Onchain Fund, un veicolo tokenizzato che mira a mantenere un NAV costante di 1 dollaro.






