L’Onda Blu non riesce a superare lo scoglio della fase a gironi, e sarebbe stato sorprendente il contrario, ma lascia gli Usa a testa alta dopo aver conquistato la simpatia e il rispetto dei tifosi di tutto il mondo. A Filadelfia nell’ultimo turno del gruppo E è la Costa d’Avorio a imporsi, conquistando l’accesso ai sedicesimi con gli stessi punti della Germania, ma il risultato di 2-0 non annulla i meriti dei ragazzi di Dick Advocaat, capace di infondere ad gruppo di buoni giocatori lo spirito giusto e l’orgoglio di rappresentare il più piccolo Paese al mondo a partecipare alla fase finale della Coppa del Mondo.E', è stata, comunque una festa, allo stadio e nell’isola caraibica, anche se questa volta non seguita dal memorabile ballo negli spogliatoio con i Reali d’Olanda dopo lo 0-0 con l'Ecuador. Il saggio Advocaat per l’ultima rappresentazione conferma la formazione che ha fatto la storia pareggiando con i sudamericani, proteggendo il portiere con cinque uomini ma - dopo un pericoloso tiro da fuori area di Chong al 2', parato da Fofana -, il castello difensivo intorno a Room questa volta crolla presto. Il 19enne Yan Diomandè ruba palla sulla sinistra e confeziona un assist che Pepe al 7' non spreca.La punta del Villarreal premia così la scelta del ct Faè, che lo schiera a fianco di Bonny nella coppia d’attacco. Ma tutta la formazione ivoriana è improntata all’offesa e di un certo squilibrio approfitta l’Onda Blu che si fa spesso viva dalle parti di Fofana ma soffre anche molto la velocità di Diomandè e di Diallo sulle due fasce.Meno attivo è Bonny, spesso estraneo alle combinazioni dei suoi compagni, mentre dall’altra parte sia Chong sia Leandro Bacuna, il più talentuoso dei due fratelli isolani, nel finale di tempo provano a pungere. E’ però la Costa d’Avorio, dopo un quarto d’ora della ripresa, ad andare in gol, ancora con Pepe, ben lanciato in area da Sangaré.Anche questa volta Room può farci poco e il nono gol subito in tre partite (sette solo dalla Germania all’esordio) non potrà cancellare il record stabilito con l’Ecuador, quando ha fatto 15 parate, record dal 1966 in una partita dei Mondiali senza tempi supplementari. Chissà se la sua richiesta di avere dedicata una «bella statua» a Curacao sarà esaudita. Continua invece la corsa degli ivoriani, che festeggiano i sei punti conquistati nel girone, miglior risultato di sempre in un Mondiale. Alle viste, nei sedicesimi, per Kessiè e compagni c'è però l’incrocio con una corazzata, Francia o Norvegia.