Vasco Rossi assieme al sindaco Daniele Silvetti e all’assessore ai Grandi eventi, Angelo EliantonioRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciOltre 60mila persone nei Vasco-days. Tra effetti per il turismo e l’economia cittadina e la gestione della (doppia) manifestazione che ha posto Ancona al centro della scena musicale nazionale, l’analisi dell’assessore ai Grandi eventi, Angelo Eliantonio.
Cosa lasciano in eredità alla città i due concerti di Vasco?
"Anzitutto la consapevolezza che Ancona può giocare un ruolo di primo piano nel circuito nazionale dei grandi eventi fuori dalle città metropolitane più popolose. Parliamo di più di 60mila persone che hanno raggiunto la città, soggiornato nelle strutture ricettive, frequentato ristoranti, bar e attività commerciali. Ma l’eredità più importante è forse quella reputazionale: Ancona è stata vista da tutt’Italia come una città capace di ospitare eventi di livello assoluto, con professionalità e organizzazione. E per la Capitale italiana della Cultura 2028, è un segnale che conta".
Cosa significa accogliere artisti di questo tipo?
"Significa assumersi una responsabilità alta e farlo con la convinzione che ogni dettaglio racconta qualcosa della città. Per artisti così, arrivano decine di migliaia di persone da ogni parte d’Italia, e ognuna di loro porta con sé un’impressione di Ancona che poi condividerà. Accogliere bene significa trasformare ogni concerto in un’opportunità di narrazione positiva per il territorio. Ci ha colpito un messaggio che ci è arrivato da una comitiva di Firenze che ha soggiornato una notte in centro, ha visitato la città e ha utilizzato la navetta dalla stazione e si è congratulata per l’organizzazione. Ecco la logica che guida la nostra programmazione: i grandi eventi non sono un fine, ma strumento di promozione e identità".







