Li vediamo aggirarsi sicuri tra le auto parcheggiate, sonnecchiare al sole nei cortili o comparire puntualmente vicino a una colonia felina all'ora della pappa. La loro apparente autonomia ci porta a credere che possano vivere a lungo anche senza una famiglia. Ma la realtà è molto più dura.

Meno di un anno

Secondo uno studio pubblicato su The Conversation dagli esperti australiani John P. Morton, Jacquie Rand e Tanya Applegate, la maggior parte dei gatti che vivono in strada non arriva nemmeno a festeggiare il primo compleanno. Una statistica che ribalta completamente l'immagine romantica del gatto libero e indipendente e che racconta quanto sia difficile sopravvivere senza cure, cibo sicuro e assistenza veterinaria. Dietro ogni gatto che vediamo passeggiare per il quartiere potrebbero infatti nascondersi fame, malattie, incidenti e una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Ecco perché la risposta è molto diversa da quella che la maggior parte delle persone si aspetta.

Una vita molto più dura di quanto sembri

Quando osserviamo un gatto randagio apparentemente in salute, tendiamo a vedere soltanto i sopravvissuti. Quello che non vediamo sono i molti animali che non riescono a superare i primi mesi di vita. I gattini nati in strada devono fare i conti con malnutrizione, malattie infettive, parassiti, predatori, incidenti stradali e condizioni climatiche estreme. In Italia, come nel resto del mondo, il traffico rappresenta una delle principali cause di morte per i felini che vivono all'aperto. A differenza dei gatti di casa, inoltre, i randagi non possono contare su cure veterinarie tempestive. Una ferita, una semplice infezione o una malattia curabile possono trasformarsi rapidamente in una condanna.