La Spezia, 26 giugno 2026 – Il sofisticato sistema di ricerca adottato per contrastare la pedopornografia “navigando“ nel più torbido mondo sommerso della rete è stato fondamentale per segnalare un giro sospetto che, al controllo, si è rivelato una galleria degli orrori. Gli agenti di polizia hanno trovato decine di video e fotografie ritraenti minorenni, in certi casi addirittura bambini, in pose e atteggiamenti inequivocabili. Il destinatario dello sconvolgente e agghiacciante pacchetto di 25 immagini e e sette video conservato nel computer e altro materiale diffuso in rete è un marinaio che al tempo prestava servizio su una nave da crociera in rada al largo di Portovenere. Ieri in Tribunale il collegio, presidente Marta Perazzo a latere Mario De Bellis e Giovanni Maddaleni, ha condannato il marinaio di nazionalità filippina alla pena di tre anni e a 6 mila euro di multa. L’imputato non era presente in aula perchè da tempo irreperibile. L’operazione risale al 2021 quando il servizio di polizia postale e per la sicurezza cibernetica intercettò un segnale di allarme dal “mare“ del web.
Le indagini e la condanna
E attraverso indagini specifiche l’indirizzo delle operazioni ha portato direttamente in una nave da turismo che il quel momento era ferma al largo di Portovenere. E’ così scattata l’operazione che ha portato alla denuncia di un filippino accusato dei reati di detenzione, cessione e divulgazione di materiale pornografico minorile. Il sostituto procuratore Monica Burani aveva chiesto la condanna alla pena di 2 anni e 6 mesi. Il collegio l’ha alzata a 3 anni oltre alla multa di 6 mila euro.






