È dall’acclamato «Maria» di Pablo Larraín che non vediamo tornare Angelina Jolie sugli schermi cinematografici, e le ragioni principali non sono certo da prendere alla leggera. Riconosciuta soprattutto a partire dai primi anni Duemila come simbolo di talento e fascino, la star americana ha dimostrato di sapersi destreggiare abilmente, nelle numerose esperienze sul set, tra produzioni di largo consumo e cinema d’essai.
Cominciando a farsi notare già alla fine degli anni ’90 con titoli di spessore tra cui «Il collezionista di ossa» di Philippe Noyce e «Ragazze interrotte» di James Mangold - pellicola che le ha aperto le porte alle offerte di lavoro più prestigiose dopo l’Oscar come migliore attrice non protagonista - Jolie è diventata un fenomeno della scena mainstream interpretando l’iconica Lara Croft nei due adattamenti cinematografici di «Tomb Raider». Da quel momento avrebbe proseguito la propria ascesa verso la notorietà apparendo nel kolossal «Alexander» di Oliver Stone, nel drammatico «Changeling» di Clint Eastwood, fino a includere anche il mondo dell’animazione e dei fumetti con titoli come «La leggenda di Beowulf» di Robert Zemeckis, «Maleficent» di Robert Stromberg e il più recente «The Eternals» di Chloé Zhao.










