La direttrice dell'Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, non lo carica di particolari significati ("è stato un evento di magnitudo 3.6 che rientra nel quadro generale che conosciamo"), ma gli abitanti dei Campi Flegrei all'idea dei risvegli notturni caratterizzati da scricchiolii e lampadari che oscillano non riescono proprio a farci l'abitudine.

Trema ancora la terra tra Pozzuoli e Napoli: la scossa della scorsa notte, registrata alle 4.17 a 2,7 km di profondità a Monte Nuovo, è solo l'ultima di uno sciame sismico partito già ventiquattro ore prima, nella notte tra martedì e mercoledì.

Come in altre circostanze il sisma è stato avvertito anche a Napoli città, soprattutto ai piani alti e nei quartieri che confinano con l'area flegrea. Non ha prodotto danni a cose o persone ma la paura nei residenti è stata comunque tanta. Abbastanza da richiedere la convocazione in prefettura di una riunione del Centro coordinamento soccorsi con i sindaci dei comuni più interessati dal fenomeno, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, e tutti i soggetti coinvolti.

La Città metropolitana ha riferito di aver spostato in via precauzionale la commissione di esame del liceo Pitagora di Pozzuoli in un'altra struttura scolastica. A spiegare dal punto di vista scientifico come stanno le cose ci ha pensato Lucia Pappalardo, direttrice dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.