<p>Tra le vetrate della sede storica della <strong>Fondation Cartier pour l’art contemporain </strong>di <strong>Jean Nouvel</strong>, <strong>Ami Paris</strong> sceglie un registro chiaro: il lessico dello sport come grammatica quotidiana, subito riconoscibile, ma ricalibrato su una sensibilità urbana e preppy.

L’apertura è affidata a pantaloni dal taglio atletico, attraversati da bande dritte laterali che richiamano le divise da basket, mentre il cuore-logo diventa segno grafico ripetuto, quasi una marcatura di appartenenza più che un ornamento. </p> <p>Da lì il racconto si sposta con naturalezza verso un immaginario scolastico, costruito su una tensione costante tra disciplina e leggerezza.

C’è qualcosa de <em>Il tempo delle mele</em> e insieme di uniforme europea, nei blouson dal sapore vintage, nelle giacche leggere che sembrano recuperate da un archivio contemporaneo del quotidiano, nei layering che suggeriscono un’eleganza senza imposizione.

Il registro preppy si definisce anche attraverso piccoli segni: charm al collo che funzionano come dettagli personali, quasi amuleti urbani, e una costruzione del look che insiste sull’idea di riconoscibilità immediata, senza mai irrigidirsi. </p> <p>Lo sportswear resta il cuore del sistema: felpe con pettorina, hoodie essenziali, maglieria da jogging che aderisce al corpo senza costringerlo.