Claudio Amendola ha parlato del possibile futuro della serie tv “I Cesaroni”. La settima stagione è stata trasmessa di recente su Canale 5, non ottenendo risultati eccellenti sul fronte degli ascolti tv. Ora il prodotto sbarcherà su Netflix che, secondo il regista, è una piattaforma che garantirà una fruizione più soddisfacente a coloro che vogliono guardare le nuove puntate. L’attore romano non ha nemmeno lesinato una frecciata a Mediaset, affermando che la serie è stata penalizzata per la fascia oraria in cui è stata mandata in onda.

Claudio Amendola parla della gestione dei "Cesaroni": dichiarazioni contro Mediaset

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Claudio Amendola parla della gestione dei “Cesaroni”: dichiarazioni contro Mediaset“I Cesaroni – Il ritorno”, ossia la settima stagione della serie tv, approderà su Netflix da lunedì 29 giugno. Intervistato dall’ANSA, Amendola ha dichiarato che “le nuove generazioni sono state davvero generosissime con noi e hanno scoperto la serie proprio attraverso Netflix”.Il regista ha osservato che le piattaforme “hanno una programmazione che rispetta maggiormente lo spettatore”, aggiungendo di “capire perfettamente che molti fan de ‘I Cesaroni’ abbiano avuto difficoltà a seguirlo in televisione quando veniva trasmesso alle 22:30”.ANSAClaudio Amendola“Finalmente arriverà su Netflix, dove secondo me avrà lo spazio che merita”, ha chiosato Amendola, non nascondendo una certa irritazione per come è stata gestita la messa in onda della fiction da parte del Biscione.Secondo l’attore è stato anche fatto un altro errore: “Prima di tutto bisognerebbe guardare bene i numeri. I Cesaroni si collocano comunque nella media delle fiction di Canale 5, e questo è un dato di fatto. Sicuramente, però, la serie è stata molto penalizzata dalla gestione della messa in onda”.Amendola a questo punto ha ricordato che “per quattro mesi consecutivi” ha annunciato l’uscita, sostenendo di aver agito così in quanto gli è stato chiesto di farlo, “ma la data continuava a cambiare: da ottobre si è passati a gennaio, poi a marzo e infine ad aprile. Questo ha creato confusione, disagio e anche una certa disaffezione da parte del pubblico“.