BOLZANO. Maserati, Mercedes, Bmw, Jaguar e Tesla prese a noleggio, poi fatte sparire con false denunce di furto e reimmatricolate e rivendute in Spagna, Africa, Balcani ed Est Europa.

Agiva così l'organizzazione con basi in Campania e Toscana specializzata nell'acquisizione fraudolenta di auto di lusso con contratti di noleggio 'a lungo termine', ottenuti con documenti falsi, e che poi rivendeva. Le indagini, coordinate dalla procura di Bolzano, sono partite dal porto di Anversa (Belgio) e si sono estese all'Italia. Ora ci sono 41 indagati a piede libero. Tra loro commercialisti compiacenti.

La polizia di Stato - squadra mobile di Siena, Polstrada di La Spezia - ha ricostruito il valore complessivo dei veicoli frodati in circa 1,58 milioni di euro. Da un accertamento su una vettura individuata ad Anversa gli investigatori sono risaliti all'intestatario del contratto di noleggio, residente a Sinalunga (Siena) e da qui hanno ricostruito tutta l'organizzazione. Secondo quanto ricostruito il gruppo operava con una precisa divisione dei compiti e si avvaleva di documentazione reddituale falsa per giustificare il noleggio di vetture ad elevato valore commerciale.

"È stata un'indagine particolarmente complessa", ha spiegato il questore di Siena Ugo Angeloni "nata da situazioni che apparentemente sembravano riconducibili ad appropriazioni indebite, ma che hanno poi richiesto particolare attenzione per scoprire i sistemi utilizzati" i veicoli, "di importante valore economico", venivano poi occultati e reimmessi "in un circuito diverso". Dopo il ritiro delle vetture e il pagamento della prima rata del noleggio a lungo termine, l'organizzazione avrebbe rallentato i controlli, presentando false denunce di smarrimento delle chiavi e, successivamente, false denunce di furto in uffici di polizia lontani dal luogo in cui le auto erano state ritirate.