Romina Pourmokhtari, ministra svedese per il Clima e l'Ambiente, è arrivata al Consiglio Ambiente di Lussemburgo con in braccio il figlio nato da 3 mesi. "Sono felice di poter rappresentare il fatto di non dover scegliere tra l'essere una ministra presente ed essere una madre presente", ha dichiarato all'arrivo, aggiungendo che questa è "una delle cose che rende l'Europa un bel posto dove vivere". Pourmokhtari è rientrata in servizio il 15 giugno, dopo un periodo di congedo parentale iniziato il 2 marzo.Le sue parole risuonano in modo particolare se lette alla luce dei dati italiani sul lavoro di cura non retribuito, che fotografano una realtà ancora profondamente squilibrata. Secondo le rilevazioni Istat, le donne dedicano in media 5 ore e 9 minuti al giorno alla cura della casa, dei figli e degli anziani, più del doppio rispetto alle 2 ore e 16 minuti degli uomini. Complessivamente, le donne si fanno carico del 74% di tutte le ore di lavoro di cura non retribuito, un primato negativo che colloca l'Italia al quinto posto in Europa per divario di genere in questo ambito - ben distante da Francia e Germania, ferme rispettivamente al 61% e al 62%. Le conseguenze sull'occupazione sono dirette e misurabili. Il tasso di occupazione delle madri con almeno un figlio sotto i 6 anni crolla al 56,6%, contro il 77,5% delle donne senza figli piccoli: oltre 20 punti percentuali di divario che si traducono spesso in uscite definitive dal mercato del lavoro. Quasi una madre su due - il 46,5% - ha lasciato o ridotto l'attività lavorativa dopo il primo figlio. Nel Mezzogiorno la situazione è ancora più critica, con appena il 38% delle madri con figli in età prescolare occupate. Le carriere discontinue producono poi effetti che si trascinano fino alla pensione: le pensioni di vecchiaia delle lavoratrici sono in media inferiori del 44,2% rispetto a quelle dei colleghi uomini.Il modello svedese che Pourmokhtari ha portato simbolicamente in aula a Lussemburgo si fonda su decenni di politiche strutturali: congedi parentali lunghi, retribuiti e condivisi tra i due genitori, servizi per l'infanzia universali e accessibili, cultura del lavoro flessibile. In Italia, la proposta di legge per il congedo parentale paritario - 5 mesi retribuiti al 100% per entrambi i genitori - è stata bocciata alla Camera nel 2026 per mancanza di coperture finanziarie.