L’assemblea degli azionisti sancisce l’affermazione della lista legata a Marco Tronchetti Provera. I soci cinesi votano contro e ora Sinochem avrà solo tre consiglieri. Aspettando il verdetto del Tar
Una vittoria per il governo italiano e anche una per Marco Tronchetti Provera, che si prepara al gran ritorno alla guida di Pirelli come presidente, con Andrea Casaluci al suo fianco nel ruolo di ceo. E così il riassetto al vertice della Bicocca è servito. È questo l’esito emerso dall’assemblea degli azionisti del gruppo dei pneumatici, che ha visto prevalere la lista presentata da Camfin/Mtp (guidata dallo stesso Tronchetti Provera e con Casaluci al secondo posto) votata da circa il 58,07% del capitale rappresentato in assemblea, in cui è intervenuto l’81,44% del capitale avente diritto di voto.
E con i cinesi di Sinochem che, pur votando contro la lista di Camfin, si sono dovuti accontentare di soli tre consiglieri, come espressamente previsto dalla normativa golden power con cui il governo italiano è intervenuto due mesi fa per salvaguardare il business americano di Pirelli (le recenti regole statunitensi applicate all’industria nazionale dell’auto, impediscono a imprese partecipate in forze da soggetti cinesi e legate alle case automobilistiche di operare). Paletti non accettati da Sinochem, tanto che il socio asiatico ha presentato con l’avvicinarsi dell’assemblea due ricorsi identici al Tar.










