Ha visitato 160 pazienti al pronto soccorso di Bordighera. Eppure Enrica Massone, torinese di 59 anni, ha solo la terza media: per questo è finita a processo per truffa, esercizio abusivo della professione medica e falso ideologico in atto pubblico. E oggi è stata condannata a tre anni di reclusione e al pagamento di 15mila euro di multa. Dovrà risarcire anche risarcire quasi 30mila euro alle parti civili, cioè l’Asl 1 di Imperia, l’Ordine dei medici di Milano e Cura Medica, la società di “gettonisti” che l’aveva reclutata per l’ospedale ligure.
I fatti risalgono al 2023, con l’antefatto datato 20 marzo: Massone si è iscritta sulla piattaforma web Indeed proponendosi come specialista in Medicina interna. Da lì è riuscita a ottenere una serie di colloqui in videoconferenza con l’amministratore della società Cura Medica: «Sono esperta in geriatria perché sono stata direttore sanitario in una Rsa di Recco e ora lavoro in carcere a Torino» assicurava la 57enne. Che, in seguito, ha inviato via e-mail le dichiarazioni sostitutive con tutte le sue referenze: laurea in Medicina all’Università di Milano Bicocca nel 1991, specializzazione in Medicina Interna nel 1997 e iscrizione all’Ordine dei Medici di Milano con il numero 22305. Così ha firmato il contratto di collaborazione con la società. Poi, dal 13 al 16 luglio, si è presentata all’ospedale di Bordighera come dottoressa. E ci è anche tornata dal 7 al 13 agosto, dal 20 al 22 settembre e dal 27 al 28 settembre, incassando bonifici per 10.300 euro e mettendo le mani su circa 160 pazienti e redigendo altrettanti referti.








