Tutti contro Jannik Sinner. Wimbledon riparte dal suo campione in carica, dall’uomo che un anno fa ha scritto la storia diventando il primo italiano a conquistare il titolo sull’erba più prestigiosa del mondo. Questa volta, però, è un torneo diverso: non c’è Carlos Alcaraz, fermato da un infortunio al polso che lo tiene fermo ai box ormai da più di due mesi, e anche le condizioni di Novak Djokovic rappresentano una delle grandi incognite della vigilia. Il serbo – che a prescindere da tutto non è più quello di qualche anno fa – si è ritirato dal “Giorgio Armani Tennis Classic” senza comunicarne il motivo. Tanti ipotizzano sia per il caldo, ma non è escluso che abbia qualche piccolo problema fisico.
Lo sarebbe stato a prescindere, ma è ovvio che in questa situazione – nonostante anche lui non sia al top dopo il malore al Roland Garros – Jannik Sinner si presenta inevitabilmente come il riferimento da battere. Basta guardare le teste di serie: la numero quattro è Ben Shelton, tennista di gran talento e mina vagante soprattutto su erba, che però tra Slam e Masters 1000 ha vinto un solo torneo in carriera, a Toronto nel 2025. Insomma, per Sinner è una grandissima occasione per riconfermarsi sull’erba di Londra. C’è una statistica che impressiona e che conferma il suo status: Sinner è in vantaggio con tutte le restanti 31 teste di serie nei precedenti, tranne che con Ignacio Buse, tennista peruviano che non ha mai affrontato.













