Il governo del dimissionario Keir Starmer sta valutando, fra i suoi ultimi atti, la possibile confisca e rivendita del petrolio custodito a bordo di una petroliera additata come parte della "flotta ombra della Russia" e sequestrata il 14 giugno scorso dai Royal Marines britannici mentre navigava nelle acque della Manica. Lo sostiene oggi il Telegraph, ipotizzando la messa all'asta per un valore attorno ai 35 milioni di sterline dell'intero carico: indicato in quasi 100.000 tonnellate di greggio estratto a quanto pare nella regione degli Urali.

L'obiettivo dell'impopolare premier laburista uscente, destinato a passare le consegne nelle prossime settimane al compagno di partito Andy Burnham, sarebbe quello di finanziare con il ricavato "gli sforzi di guerra dell'Ucraina".

La petroliera in questione, la Smyrtos, di origine greca, è stata la prima a essere abbordata direttamente dalle forze britanniche, con la collaborazione di alcuni Paesi alleati. E' tuttora sotto il controllo del ministero della Difesa del Regno, mentre il suo capitano, il cittadino indiano Ajay Pant, è stato incriminato per "violazione delle sanzioni" occidentali contro Mosca. In teoria la nave dovrebbe essere rilasciata - e ad autorizzata a dirigersi eventualmente verso la Russia - una volta concluse le indagini. Tuttavia alcuni funzionari di governo avrebbero incoraggiato Starmer a farla confiscare, rivendicando la tesi secondo cui essa "ora appartiene legalmente al Regno Unito".