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La riunione annuale degli azionisti Nissan si è trasformata in un acceso confronto tra dirigenza e investitori. Il CEO Ivan Espinosa si è trovato a difendere pubblicamente la strategia di rilancio della Casa giapponese, in un’assemblea segnata da diverse mozioni critiche nei confronti della gestione del gruppo, compresa una richiesta di sfiducia verso l’attuale management. Alcuni azionisti hanno persino proposto il ritorno di Carlos Ghosn nel consiglio di amministrazione. L’ipotesi è stata respinta, ma il solo fatto che il suo nome sia tornato al centro del dibattito dimostra quanto la sua eredità continui a dividere gli investitori.

Espinosa ha difeso il piano Re:Nissan, ma la tensione emersa durante la riunione nasce anche dai risultati degli ultimi tempi. Il titolo Nissan ha perso il 43% in cinque anni e circa il 66% rispetto ai livelli precedenti all’arresto di Ghosn. Nonostante ciò, la Casa ha previsto per l’esercizio in corso un aumento delle consegne globali del 4,7%, fino a 3,3 milioni di veicoli, e un utile operativo atteso a 200 miliardi di yen. Entro la fine dell’anno fiscale è attesa la presentazione di un nuovo piano strategico di medio termine, chiamato a consolidare il rilancio.