Ribaltone in arrivo nelle Ferrovie dello Stato. Stefano Antonio Donnarumma avrebbe deciso di dimettersi da ad e dg di Fs nella mattina di giovedì 25. Alle 8,30 il manager ex Terna, secondo fonti attendibili, avrebbe incontrato nuovamente il Ministro del Mit Matteo Salvini, che aveva visto due giorni prima assieme ai capi azienda delle principali società del gruppo. Ma l’ultimo faccia a faccia con il leader della Lega avrebbe portato Donnarumma al passo indietro. Alle 13,30 Donnarumma riunisce la prima linea manageriale per comunicare la decisione. Il manager resterebbe in carica il tempo necessario per chiudere alcuni dossier e comunque entro l'assemblea del 23 luglio. Perchè questa improvvisa accelerazione dopo che la nota diffusa dal Mit martedì 23, sembrava una conferma della fiducia sia pure con alcune condizioni?

Le polemiche La gestione della rete ferroviaria nazionale si trova al centro di dinamiche politiche e industriali che vede Donnarumma, al centro della scena. Negli ultimi giorni, le tensioni attorno ai vertici del gruppo infrastrutturale sono cresciute, alimentate dai ripetuti disservizi sulla rete, dai ritardi nei trasporti - nonostante l’indice di puntualità sia migliorato - e dalla complessa convivenza tra la circolazione ordinaria e l'apertura dei cantieri finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L'intera vicenda ha registrato la Lega e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini in prima fila naturalmente. La coincidenza tra l'avvio della stagione estiva e la presenza di circa 1.300 cantieri simultaneamente attivi su circa 18.900 chilometri di rete ha esposto il management di FS a critiche sia da parte del passeggeri arrivati a destinazione con ritardi sull'Alta velocità e convogli pendolari, sia sulla capacità logistica di gestire una mole di interventi senza precedenti storici. Sembrava che comunque la situazione fosse migliorata, ma secondo le indiscrezioni di giovedì 25 Donnarumma, dopo il colloquio con Salvini, si sarebbe fatto da parte.