Oggi si celebra l’anniversario delle prime apparizioni della Madonna nel paesino della Bosnia-Erzegovina, meta di continui pellegrinaggidi Antonio Soccigiovedì 25 giugno 20264' di letturaMigliaia di persone in questi giorni sono a Medjugorje, perché il 25 giugno si celebrano i 45 anni delle apparizioni della Madonna nel paesino della Bosnia Erzegovina. È una vicenda unica nella storia della Chiesa. Infatti ci sono state tante apparizioni della Vergine, soprattutto negli ultimi 200 anni (a cominciare da Lourdes e Fatima), ma questo caso è diverso: anzitutto per la durata dei fatti soprannaturali (la Madonna continua ad apparire anche in questi giorni ad alcuni dei sei veggenti). È una delle ragioni per cui da anni Medjugorje è diventata un’importante meta di pellegrinaggio e un grande luogo di conversione, dove nascono tante vocazioni e si verificano numerose guarigioni. Ma anche perché la Madonna, nelle sue apparizioni, dà messaggi pubblici che invitano alla conversione, sottolineando l’urgenza di tornare a Dio per salvarsi e la drammaticità dei tempi che viviamo. Assistiamo a un fenomeno inedito: un intervento soprannaturale che si protrae per decenni, a sostegno della Chiesa (nel tempo della grande scristianizzazione) e per preservare l’umanità da pericoli gravissimi che incombono su di essa.Oltretutto, dopo che, nel settembre 2024, la Santa Sede ha espresso il suo “nulla osta” ai messaggi dati finora dalla “Regina della pace” (così si è definita fin dalle prime apparizioni) sono venute meno anche le polemiche ecclesiali che a lungo hanno riguardato Medjugorje, la cui vicenda è stata osteggiata o criticata per decenni sia dai cattolici progressisti che dai cattolici tradizionalisti.