Lee Man-hee, fondatore e leader della congregazione sudcoreana Shincheonji Chiesa di Gesù, è stato arrestato con l’accusa di aver sfruttato le sedi locali della sua chiesa per convincere oltre 50mila fedeli ad aderire al Partito del potere popolare, noto partito di destra conservatore. È il partito dell’ex presidente Yoon Suk-yeol, condannato all’ergastolo per aver provato a imporre la legge marziale nel paese, e secondo gli investigatori Lee avrebbe fatto pressioni sui fedeli tra il 2021 e il 2024, per influenzare i risultati delle primarie del partito e delle elezioni presidenziali. L’ipotesi è che in cambio puntasse a ottenere trattamenti di favore per la sua chiesa, per esempio i permessi per ampliare le sue sedi.

Più in generale i pubblici ministeri sudcoreani stanno indagando sui legami tra i politici e alcuni movimenti religiosi, tra cui la Chiesa dell’Unificazione, la nota organizzazione religiosa molto popolare negli Stati Uniti e in Asia orientale che ha milioni di membri e che molti considerano simile a una setta. L’arresto di Lee Man-hee segue infatti quello di Hak Ja Han, la leader della Chiesa dell’Unificazione, che era stata arrestata lo scorso settembre con l’accusa di aver corrotto la moglie dell’ex presidente Yoon, Kim Keon-hee, e un parlamentare dello stesso partito, Kweon Seong-dong.