HomeBolognaSportEffe, fusione alle porte. E si cerca l’altro stranieroBasket serie A2 Il settore giovanile Academy sarà unificato con l’Sg FortitudoLa partita dei playoff fra la Fortitudo e la Tezenis Verona (. foto CiamilloRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciTrecentocinquanta metri è la distanza che separa il portone di via San Felice 103 dall’ingresso del PalaDozza. Un nonnulla che di fatto tornerà presto a certificare la vicinanza fisica e simbolica fra la Casa Madre e Fortitudo 103, vale a dire fra la palestra Furla e il ‘Madison’.
Questo perché oggi alle 17,30 all’Amatì Design Hotel di Zola Predosa si concretizzerà l’unificazione di tutto il settore giovanile Academy (società satellite della Fortitudo nata nel giugno del 2015) sotto il cappello dell’Sg Fortitudo, la Casa Madre per l’appunto. E in fondo è stato chiaro fino dal giorno zero il neopresidente Rossano Guerri, che nel corso della sua prima conferenza stampa aveva subito espresso la volontà del nuovo corso biancoblù di fare rifiorire il settore giovanile proprio in un luogo storico come la Furla. Una fusione importante sotto l’egida di Sg Fortitudo che si rifletterà anche sull’organizzazione logistica della prima squadra: via San Felice 103 diventerà infatti il quartier generale tanto del vivaio quanto della compagine guidata da coach Demis Cavina. Addio dunque al PalaZola, un trasloco che dice tanto sulle ambizioni dell’asse Guerri-Gentilini: Sg diventerà così una fucina di giocatori e di uomini che possa interagire con la Fortitudo che scenderà in campo in serie A2. Un obiettivo sposato anche dal nuovo tecnico biancoblù, che in sede di presentazione si era espresso chiaramente: "È stata una delle idee iniziale quella di avere giocatori che possano crescere e dare un contributo sempre più alto durante la stagione nei momenti difficili. Per questo allungheremo il roster oltre i dieci che compongono la squadra, e qualcuno di interessante cercheremo di portarlo. I grandi talenti hanno mille padri, ma fanno tutto da soli, devi solo accompagnarli. E quando parlo di squadra, io pretendo che si considerino quattordici-quindici giocatori, indipendentemente dalla loro età". Un corso diverso dalla gestione tecnica che era stata di coach Attilio Caja, ma pur sempre un progetto che necessiterà di tempo e costanza per far emergere i suoi frutti.






