Sullo stesso argomento:
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Desidero rivolgere un rispettoso appello - con stima personale e fiducia istituzionale - ai presidenti del Senato e della Camera, al senatore Ignazio La Russa e all’onorevole Lorenzo Fontana, affinché facciano quanto sta in loro per sbloccare una situazione incresciosa. Mi affido dunque al loro senso dell’opportunità politica oltre che dello stato di diritto. C’è un primo caso che riguarda l’onorevole Federico Federico Cafiero de Raho, oggi parlamentare grillino (nonché membro della Compagine 2 e 3 missione Antimafia) e in precedenza Procuratore nazionale Antimafia. Mi pare addirittura scontato, non solo doveroso, alla luce dei gravissimi fatti attribuiti al sottufficiale Pasquale Striano, cioè all’accusa relativa a un dossieraggio di massa letteralmente senza precedenti nella storia della Repubblica italiana, che l’onorevole Cafiero de Raho chiarisca cosa accadde all’interno della Procura Antimafia sotto la sua gestione, come fu scelto (e non adeguatamente sorvegliato) il sottufficiale Striano e quali criteri regolavano (o non regolavano) l’accesso a informazioni tanto delicate. C’è poi un secondo caso, che riguarda il senatore Roberto Scarpinato, a sua volta parlamentare grillino (e membro della Commissione Antimafia) e in passato magistrato. Com’è noto, hanno destato imbarazzo e notevoli interrogativi le 33 telefonate intercorse tra lo stesso Scarpinato e il suo ex collega magistrato Gioacchino Natoli, gli insulti di quest’ultimo verso i familiari di Paolo Borsellino, le offese a Chiara Colosimo, e le tante, troppe ambiguità sulla decisiva vicenda «mafia e appalti». Tutto questo alla vigilia di un’audizione in Antimafia dello stesso Natoli: audizione «preparata» attraverso queste discutibili conversazioni.






