Tiziano Consoli, assessore regionale alla difesa del suolo, lei ha annunciato un piano di investimenti da 140 milioni contro il dissesto idrogeologico. Ecco, come pensa di superare lentezze burocratiche e complicati iter autorizzativi?

"Gli ostacoli di cui lei parla sono difficilmente superabili, soprattutto quando i soggetti attuatori sono i Comuni, che a causa della carenza di personale hanno difficoltà a indire gare di livello europeo. Diversa la situazione quando gli interventi, come nel caso dei 140 milioni, sono della Regione Marche, affidati al Consorzio di bonifica che, in quanto soggetto attuatore, dialoga e collabora con noi: stiamo andando abbastanza velocemente e abbiamo tantissimi cantieri aperti".

Come tradurre rapidamente in opere sul territorio le risorse stanziate per prevenire o porre rimedio ad alluvioni, frane, valanghe ed erosione?

"Un problema che stiamo cercando di risolvere è quello legato agli interventi nelle aree private, evitando gli espropri di pubblica utilità e trovando accordi con i privati. Questo sta succedendo per la realizzazione delle vasche di laminazione di Bettolelle, a Senigallia, o per la messa in sicurezza dei fossi nella zona Fiumarella, a Porto Recanati. In altre situazioni procediamo all’acquisto delle aree private, concedendo però agli agricoltori la possibilità di coltivare i terreni, consapevoli che in caso di alluvione noi siamo sollevati da responsabilità. Evitare gli espropri nelle aree private è un modo per accelerare le procedure".