di Iacopo NathanPISA"Con la tredicesima scelta al Draft Nba 2026, i Miami Heat chiamano Nate Ament, dall’Università del Tennessee". Per i meno avvezzi allo sport americano, nella notte tra martedì e mercoledì è andato in scena, appunto il Draft Nba, cerimonia in cui le squadre della lega americana di basket selezionano i migliori giovani giocatori provenienti dai college, facendoli diventare a tutti gli effetti dei professionisti. Ecco, ma perché è così bella e unica la storia di Nate Ament, ragazzone classe 2006, alto 2 metri e 10 centimetri? Perché senza Pisa e senza Patrizia Paoletti Tangheroni, non ci sarebbe stata. Diventa quindi necessario fare un balzo indietro, ripercorrendo la storia dei protagonisti di questa incredibile storia, che tocca tre continenti, parla di guerra, di sofferenza, ma si conclude con le lacrime di una nonna felice.

Patrizia Paoletti, coniugata Tangheroni non ha certo bisogno di presentazioni a Pisa. Ricercatrice e consulente dell’Unione Europea e di numerose agenzie dell’Onu, parlamentare per due legislature e candidata sindaco di Pisa, docente e presidente di Fondazioni, ma anche mamma e nonna. Patrizia gira tutto il Sahel lavorando come consulente di varie agenzie dell’Onu, e tra questi visita il Rwanda, uno dei paesi più complessi di tutta l’Africa, la cui storia è irrimediabilmente segnata dal sangue. Ci arriva nel 1986, come consulente dell’Unione Europea per la costruzione di una scuola nel Kicukiro District. Ed è lì che conosce una ragazza di nome Godelive Mukankuranga. Ha 16 anni, e alla fine degli anni ’80 sarà la prima ragazza rwandese adottata dalla famiglia Paoletti Tangheroni, seguita poi da sua cugina Beatrice e per ultima sua sorella minore Yvonne.