HomeFirenzeCronacaLa Versilia, i ’sorcini’, Bussoladomani. Quando un tendone faceva sognareIl rapporto indissolubile fra il cantante e il mitico spazio lanciato da Sergio Bernardini. Tra sold out e solidarietàIl rapporto indissolubile fra il cantante e il mitico spazio lanciato da Sergio Bernardini. Tra sold out e solidarietàRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciQuindici concerti nell’estate 1981, altrettanti esattamente nove anni dopo. Questo era il legame tra Renato Zero e la Versilia nel segno del nome di un santuario del divertimento che era Bussoladomani, il mitico tendone di Lido di Camaiore nato dal genio di Sergio Bernardini. Numeri e spettatori che ora possono vantare le star del rock e che all’epoca erano spalmati in singole serate che facevano registrare il sold out con un pubblico eterogeneo. I ’sorcini’ erano e sono trasversali e oggi come allora impazziscono per un artista che Bernardini aveva lanciato giovanissimo nella mitica Bussola di Focette. Il tendone partì subito alla grande fin dall’apertura del 1976, Sergio Bernardini pensò che i fan di Renato avrebbero risposto in massa all’appello e così fu. 1981: la rassegna versiliese ha per titolo ’Estate a Zerolandia’ con quindici concerti tra il 1° luglio e il 30 settembre dove in platea non c’è spazio neanche per uno spillo. Del resto l’inverno precedente sia a Roma (Natale a Zerolandia) sia a Torino erano stati degli autentici trionfi per il cantante dai mille travestimenti. Ma in quella Versilia che lo aveva adottato Renato aveva ancora più stimoli per fare bene. Zero appariva in scena, come di consueto, con costumi sfavillanti e presentò in anteprima cinque brani.