Un argine di civiltà. «Ho sofferto per decenni la dittatura, ho esperienza diretta della geopolitica del terrore e la rivedo oggi nel bullismo e nella cieca volontà di dominio di chi come Donald Trump e Vladimir Putin trasforma il potere in prepotenza», dice mentre alza lo sguardo verso la cupola di San Pietro Mircea Cărtărescu, il maggiore romanziere di lingua romena e tra i più autorevoli intellettuali europei. Lo scrittore e poeta, più volte candidato al Nobel per la letteratura, è stato ricevuto ieri in udienza privata dal Papa, insieme ad altri colleghi e colleghe di tutto il mondo, in occasione dei 100 anni di fondazione della Libreria Editrice Vaticana (Lev). «Leone è un umanista, una persona di sano equilibrio e vorrei che fosse lui a prevalere sui malvagi che insanguinano il mondo», aggiunge.Il Papa avverte che nessuna guerra è santa e che ogni conflitto è una sconfitta.«Un punto di partenza rivoluzionario perché così viene negata qualunque legittimazione etica ai focolai scatenati dagli attuali tiranni. Mi ha sorpreso essere invitato dal Papa e sono uscito dall’incontro con la certezza che non lascerà al male l’ultima parola. Ci ha indicato una chiara linea di demarcazione. Lo scrittore insegue la bellezza universale. Al contrario mai l’umanità si degrada come nell’escalation bellica. Le giustificazioni ideali alle devastazioni in corso sono crudeli strumentalizzazioni a copertura di smaccati interessi materiali. È la logica egoistica più retriva e dannosa che vediamo nelle guerre in Europa Orientale e Medio Oriente come in quelle dimenticate in Africa ed Asia».