di Tamara Kaňuchová (VSquare), in collaborazione con Matei Vrabie (Funky Citizens)
L’attività dei droni nei pressi del confine orientale dell’UE è stata ricorrente negli ultimi mesi. Ma ora i droni russi hanno fatto un passo in più, spingendosi in Romania. Nella notte tra il 28 e il 29 maggio e poi di nuovo quasi esattamente una settimana dopo, il 5 giugno, ci sono stati due episodi che hanno coinvolto droni in Romania. Gli incidenti sono stati immediatamente ripresi in diverse narrazioni diffuse online e sono rimasti in circolazione grazie a una rete di post creati artificialmente, che hanno operato per una settimana senza alcun intervento da parte delle piattaforme.
Il 5 giugno, secondo il Ministero della Difesa rumeno, un drone navale ucraino di tipo Magura si è autodistrutto nel porto di Costanza. Il porto ospita un’importante base rumena della NATO, che vede una presenza significativa delle forze armate statunitensi. Inizialmente, l’attribuzione del drone era sconosciuta ed era stata definita dalle autorità rumene solo come "utilizzato nella guerra in Ucraina". Solo in seguito le Forze Navali ucraine hanno confermato che si trattava di un drone Magura ucraino che aveva perso il controllo a causa di un’intercettazione da parte della Russia durante un’operazione nel Mar Nero. Sono stati identificati anche altri tre droni che si sono autodistrutti: due sono esplosi a 145 km a est di Costanza e uno fuori dal porto.






