Wall Street avanza e cerca di scrollarsi di dosso i timori sulle maxi-spese effettuate nell'intelligenza artificiale che hanno stanno alimentando la paura di una bolla. Gli investitori cercano di guardare avanti e ritrovare l'ottimismo in attesa dell'ondata dei risultati del secondo trimestre e dell'accordo fra Iran e Stati Uniti.

Il rialzo dei listini è accompagnato da un calo delle quotazioni del petrolio grazie al passaggio di più petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz e all'allentamento delle preoccupazione su un calo delle scorte.

Il Brent è sceso sotto la soglia dei 75 dollari per la prima volta dall'inizio della guerra in Medio Oriente. A New York le quotazioni del Wti sono scese per la prima volta da marzo sotto i 70 dollari, in calo del 40% rispetto al picco della guerra. Una flessione che per ora non ha comunque allentato le pressioni sui prezzi della benzina, che si mantengono sostenuti innervosendo gli americani e preoccupando la Casa Bianca in vista delle elezioni di novembre.

A fronte di un greggio sceso del 40%, i prezzi della benzina sono infatti calati solo del 14% spingendo Donald Trump a chiedere al Dipartimento della Giustizia di indagare e fare chiarezza. A spingere il petrolio al ribasso non solo solo le navi che attraversano lo Stretto ma anche le rassicurazioni di Trump.