Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Bestetti, sullo sfondo il Cpr di Milano
C'è un passaggio nella nota diffusa ieri, martedì 23 giugno, dal consigliere regionale Marco Bestetti che merita più attenzione di tutte le altre dichiarazioni sulla sicurezza e sui rimpatri. Non è la difesa del Cpr di via Corelli, prevedibile da Fratelli d'Italia. Non è la contrarietà alla sua chiusura. Ma l'invito a "valutare" l'attivazione di un secondo Centro di permanenza per il rimpatrio in Lombardia.
Una frase apparentemente secondaria che, però, racconta molto bene la direzione politica imboccata dalla destra negli ultimi anni: quando una struttura è contestata, problematica e al centro di continue polemiche, invece di chiedersi se il modello funzioni davvero la priorità è ragionare su come replicarlo. È quanto accaduto anche con il Cpr in Albania. Che sta accadendo con il progetto della nuova struttura prevista a Castel Volturno e la proposta di aprirne uno anche a Genova. Ora l'idea è approdata anche in Lombardia e il ragionamento implicito sembra essere questo: se un CPR non basta, costruiamone un altro. Eppure la domanda più ovvia resta ancora senza risposta: se via Corelli viene descritto dagli stessi sostenitori come una struttura da riorganizzare, controllare e sottoporre a standard più rigorosi, perché dovrebbe diventare il modello da duplicare?






