Per oltre un decennio il progetto Steam Machine è rimasto uno degli esperimenti più discussi nella storia di Valve. Nato come tentativo di portare il gaming PC nel salotto con un’esperienza più vicina a quella delle console tradizionali, il progetto originale non riuscì a conquistare il mercato. Oggi, però, l’azienda guidata da Gabe Newell sta tornando sull’idea con una visione profondamente diversa, sostenuta dalla maturazione di SteamOS, dal successo di Steam Deck e da un ecosistema Linux per il gaming che non è mai stato così avanzato.

L’annuncio della nuova Steam Machine segna soprattutto l’inizio di una nuova fase nella quale Valve vuole rendere SteamOS una piattaforma utilizzabile su una vasta gamma di PC desktop, aprendo la strada a un’alternativa concreta a Windows per i videogiocatori.

Perché la nuova Steam Machine costa oltre 1.000 euro

Uno degli aspetti che ha attirato immediatamente l’attenzione della comunità riguarda il prezzo della nuova Steam Machine. Il modello base è stato annunciato a 1.039 euro, una cifra che la colloca ben al di sopra di PlayStation 5 e Xbox Series X.

Valve spiega che a differenza dei produttori di console tradizionali, che spesso vendono l’hardware con margini estremamente ridotti o addirittura in perdita per recuperare i ricavi attraverso abbonamenti, servizi e software esclusivi, Valve sostiene di non voler seguire questo modello. Secondo l’azienda, la pratica della sovvenzione dell’hardware favorisce la nascita di ecosistemi chiusi, nei quali il produttore esercita un controllo sempre maggiore sulle scelte degli utenti.