Per festeggiare i 25 di storia del brand Lumix, Panasonic dà un'erede alla LX100 con la nuova Lumix L10, compatta premium con una signora ottica zoom firmata Leica, tante funzioni, ma anche un prezzo che non può essere ignorato
di
Paolo Centofanti
Presentata in occasione dell’anniversario dei 25 anni di Lumix, la nuova Lumix L10 è tecnicamente una compatta di fascia alta che si inserisce nel solco di modelli molto apprezzati di fotocamere Panasonic, in particolare la LX100 e la successiva LX100 II. Il cambio di sigla lascia intendere che la Lumix L10 rappresenta in qualche modo un nuovo inizio per Panasonic, anche se la formula rimane per lo più invariata a livello tecnico: sensore quattro terzi, ottica zoom Leica con un range di focale equivalente 35 mm da 24 a 75 mm F1.2 - F2.8, design vintage e controlli manuali. Rispetto ai modelli passati, la Lumix L10 sfoggia tutta una serie di recenti introduzioni nella gamma Panasonic, dall’auto focus ibrido a rilevamento di fase con riconoscimento di varie tipologie di soggetti tramite machine learning, maggiori capacità di ripresa video, e soprattutto la possibilità di giocare con LUT, con un’ampia libreria accessibile tramite l’app Lumix Lab, con la quale è anche possibile controllare la fotocamera e scaricare gli scatti direttamente sul proprio smartphone. Non si può però non guardare con un sopracciglio alzato il prezzo suggerito al pubblico di 1.499 euro, che anche in un contesto di impazzimento di un mercato sempre più di nicchia come quello fotografico, rende la Lumix L10 una compatta ben più costosa delle sue antenate (l’originale LX100 costava 799 euro per intenderci). Forse troppo.Design vintage, corpo contatto, ma anche tanti controlliIl look della Lumix L10 non si discosta molto dalle due LX100 che l’hanno preceduta: certo è più larga (127,1 x 73,9 x 66,9 mm le dimensioni) e più pesante (508 grammi con batteria e scheda di memoria), ma l’impostazione del progetto rimane la medesima, con il mirino sulla sinistra, l’ottica centrale, e quell’aspetto un po’ vintage grazie alla scocca in lega di magnesio rifinita con effetto simil pelle che fa molto Fuji X100 e a cui chiaramente questa fotocamera ammicca a livello di design. I controlli sono stati rivisti rispetto al passato, non tanto nel numero di tasti e ghiere disponibili, quanto più nell’assegnazioni delle funzioni, che tradiscono l’intenzione di rendere la macchina più giocosa e adatta ad un pubblico più ampio. E così la ghiera dei tempi diventa quella delle modalità di scatto, e quella della compensazione dell’esposizione una ghiera ausiliaria multiuso, che cambia funzione a seconda della modalità in cui ci si trova, con al centro un tasto funzione configurabile, ma di default assegnato allo “stile fotografico”, vale a dire le LUT pre-impostate.Sul retro abbiamo un selettore per la modalità foto/video/S&Q, i consueti tasti a crociera con ghiera, il pulsante Q per il menù ad accesso rapido, ma soprattutto il tasto LUT, che permette di accedere velocemente ai filtri caricati sulla macchina tramite l’app Lumix Lab.Sull’ottica ritroviamo gli stessi tasti della LX100, ma anche in questo caso leggermente rivisti. C’è sempre il selettore della modalità di messa a fuoco (auto, auto macro e manuale) e naturalmente le ghiere per la regolazione di fuoco e dell’apertura (quest’ultima con la posizione auto), ma il selettore con quattro posizioni non è più dedicato esplicitamente al formato d’aspetto di ripresa, ma semplicemente a preset indicati come 1, 2 e 3. Di default corrispondono sempre all’aspect ratio, ma da menù possono essere assegnati anche a livelli di zoom, stile fotografico o di nuovo LUT predefiniti. Da menù è comunque possibile personalizzare praticamente l’azione di quasi tutti i controlli a disposizione, consentendo di adattare completamente la fotocamera alle proprie abitudini.A livello di connessioni la dotazione rimane piuttosto limitata e appunto da compatta: ci sono la slitta per accessori, l’ingresso microfono e una porta USB-C per la ricarica e il collegamento al PC. A ciò si aggiungono la connettività Bluetooth e Wi-Fi per il collegamento allo smartphone tramite l’app Lumix Lab, disponibile per Android e iOS. Il display principale, orientabile e touch, è uno schermo LCD da 3” con risoluzione di 1,84 milioni di pixel. Il mirino è invece di tipo OLED da 2,36 milioni di punti e con un fattore di ingrandimento 0,74x.L’ottica è una riconferma, ma il sensore si evolveL’ottica è sempre una Leica Leica Vario Summilux 24-75 mm e F1.7-2.8 (F3.8-6.2 in termini equivalenti full frame di profondità di campo), costituita da 11 elementi in 8 gruppi, tra cui 5 elementi asferici e 2 lenti ED asferiche doppie, un’architettura che risale già alla prima LX100 e qui ottimizzata per l’accoppiamento al nuovo sensore. A fotocamera spenta, l’ottica collassata appare piuttosto compatta, come una pancake ed è solo dopo l'accensione che è possibile apprezzare la reale estensione dell’obiettivo, che diventa un po’ sgraziato con il corpo centrale più sottile che fuoriesce in modo pronunciato anche alla focale minima.Il componente che si è evoluto maggiormente in questa nuova Lumix L10, rispetto ai modelli precedenti, è sicuramente il sensore, un CMOS retroilluminato da 26,5 megapixel in formato 4:3 (1,33”), che per via della gestione a rapporto di aspetto multiplo consente di scattare fino a 20,4 megapixel di risoluzione massima. Si tratta sostanzialmente dello stesso sensore della Lumix GH7 a cui è accoppiato lo stesso processore Venus Engine delle macchine più recenti Lumix.Solo in modalità video è disponibile la registrazione open gate che consente di sfruttare l’intera superficie del sensore, per riprendere con una risoluzione di 5,6K in formato 4:3. Anche se la Lumix L10 è una macchina principalmente votata alla fotografia, grazie al nuovo sensore offre in verità un’amplissima varietà di modalità di ripresa video, in H.264 e H.265 a 10 bit e fino ad un frame rate di 120 fps, con possibilità di registrazione in v-Log per sfruttare fino a 13 stop di gamma dinamica. Per quanto riguarda i dati tecnici essenziali, ritroviamo il sistema di autofocus ibrido a rilevamento di fase da 779 punti, con riconoscimento del soggetto basato IA, capace di individuare persone, animali, auto, moto, treni e aerei. L’otturatore meccanico ha una velocità massima di 1/2000 secondi, mentre l’elettronico arriva fino a 1/32.000, con una velocità di raffica massima rispettivamente di 11 fps e 30 fps. Divertente e versatileIl punto di forza maggiore di una fotocamera come la Lumix L10 è prima di tutto nel suo form factor: una macchina compatta, che si impugna anche con una mano sola e si porta in giro con facilità, senza tutto il bagaglio di un ordinario corredo fotografico di una mirrorless. La street photography è chiaramente la sua vocazione principale, anche per via dell’intervallo di focali coperto dall’ottica zoom. Ma è una fotocamera che bene o male si presta a qualsiasi tipo uso, dai ritratti, al paesaggio, che offre scatti con un’ottima pasta dei colori, un bokeh morbido alla massima apertura, e un buon livello di dettaglio. Tutti gli scatti seguenti sono presentati così come processati dalla fotocamera, senza alcuna elaborazione ulteriore.Apri originale







