ROMA - Lo scorso 20 giugno lo stabilimento di Oxford del gruppo Bmw ha festeggiato il 25° anniversario della Mini moderna e un particolare evento: una Mini Cooper D ha tagliato lo storico traguardo del milione di chilometri. Per il suo proprietario, Peter Kirchoff, questo numero rappresenta il culmine di una profonda passione e di un legame unico nato dodici anni fa, quando decise di configurare la vettura esattamente trent'anni dopo la sua prima lezione di guida. L’auto è stata battezzata "Nemo" per via della sua caratteristica colorazione Volcanic Orange con strisce bianche sul cofano (come il celebre pesciolino del film Disney Pixar), l'auto è diventata il fulcro di un'impresa pianificata nei minimi dettagli. Nemo si è dimostrata una compagna di viaggio eccezionalmente affidabile ed efficiente attraverso venticinque Paesi europei. Il signor Kirchoff ha affrontato le lunghe percorrenze con il motore originale, senza mai subire guasti importanti o incidenti, registrando un consumo medio sbalorditivo di appena 2,56 litri per 100 chilometri.

Questa incredibile costanza è stata documentata passo dopo passo e condivisa con trasparenza sui social all'interno del "Project one M", un piano di dodici anni partito fin dal giorno della consegna della vettura da parte di Autohaus Schmidt, ad Hamm. La scelta di celebrare il milione di chilometri a Oxford non è stata casuale, essendo la culla della Mini moderna, dove la produzione ha avuto inizio il 26 aprile 2001. Questo storico risultato non segna però la fine del viaggio per Peter e la sua inseparabile compagna, ma sancisce l'inizio di una nuova sfida ancora più ambiziosa, ovvero il "One Million Miles Project" (un milione e seicentomila km). Insomma, la storia di Nemo è una dimostrazione spassionata di ciò che Mini rappresenta: carattere, efficienza e piacere di guida, anche sulle distanze più estreme.