“Rispettare il ruolo di ISPRA nei controlli ambientali previsti dal Regolamento UE”
Roma, 24 giu. – Gli Amici della Terra, rappresentati da Tommaso Franci responsabile della campagna sulle emissioni di metano, nel corso dell’Audizione sono intervenuti sugli articoli 3 e 4 del DDL 1836. L’art. 3) designa formalmente il MASE come autorità competente per l’attuazione del Regolamento UE 1787/2024 sulle emissioni di metano del settore energetico e l’art. 4) che disciplina il regime sanzionatorio del Regolamento stesso nell’ordinamento del nostro Paese.
Gli Amici della Terra nel loro intervento sono partiti dal loro recente rapporto in cui hanno analizzato nel dettaglio l’esperienza di attuazione del Regolamento nel 2025 in Italia e da cui emerge uno stato molto avanzato, tra i migliori livelli UE, grazie all’impegno degli uffici del MASE (anche in termini di trasparenza) e delle imprese che hanno risposto in modo molto positivo alle scadenze del Regolamento.
Il punto di maggiore ritardo e criticità per l’Italia nell’attuazione del Regolamento è oggi costituito dalla mancata designazione formale delle Autorità Competenti che sarebbe dovuta avvenire già a febbraio 2025. Questo ritardo può essere superato solo con una rapida approvazione da parte del Parlamento del DDL 1836. Infatti se il primo anno (2025) di attuazione ha costituito un’esperienza molto positiva, nel 2026 stanno emergendo criticità e ritardi legati alla mancata designazione delle Autorità Competenti. Ad esempio già entro il 5 maggio 2026 doveva essere completata la prima fase di attività di ispezione ambientale sugli impianti italiani della filiera oil and gas soggetti al Regolamento. Questa campagna di ispezioni ambientali non ancora stata attivata proprio perché senza la designazione formale del MASE come Autorità Competente con norma di legge, non è stato possibile incaricare il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA), costituito da ISPRA e dalle agenzie regionali per l’ambiente, di svolgere queste attività.









