Quasi il 23% degli elettori europei esprime oggi il proprio voto a favore di formazioni di estrema destra. Si tratta di un dato storico, che certifica una crescita di quasi cinque volte rispetto alla metà degli anni '90, con un'accelerazione marcata nell'ultimo triennio. La fotografia emerge dal progetto di ricerca internazionale PopuList, guidato dall'Università di Amsterdam in collaborazione con oltre 150 politologi di 31 Paesi. Lo studio – ripreso dal Guardian – evidenzia inoltre come la quota complessiva di voti destinati a partiti anti-establishment (considerando sia destra che sinistra) abbia toccato il 30%.

La spinta maggiore si è registrata tra il 2023 e il 2025, grazie ai traguardi raggiunti in alcune delle principali democrazie del continente. In particolare, in Francia il Rassemblement National è salito al 37%, diventando la prima forza nel Parlamento nazionale.

In Germania, nelle elezioni del 2025, l'AfD ha raddoppiato i propri consensi toccando il 21% e posizionandosi come secondo partito del Paese. Idem in Austria, dove il Partito della Libertà (FPÖ) è balzato dal 16% al 29%. E ancora: nel Regno Unito e in Portogallo, dove – rispettivamente – Reform UK ha raggiunto il 14% delle preferenze, mentre i portoghesi di Chega sono passati dal 7% al 18%.