Clima surreale a Boston per Inghilterra-Ghana: pioggia, 18°C e i tifosi fischiano i nuovi “commercial break”. La spiegazione del massimo organo calcistico e le parole di Infantino per spegnere il caso.
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Dagli spalti dello stadio di Boston si sono sollevati i fischi dei tifosi di Inghilterra e Ghana quando i giocatori si sono fermati per l'hydration break. La "pausa per bere" obbligatoria introdotta in questa edizione dei Mondiali e già molto contestata è sembrata a tutti "fuori luogo" visto che i calciatori delle due nazionali si erano fermati poco prima a causa di uno scontro di gioco, e le temperature tra l'altro non erano molto alte. Una situazione che ha spinto poi la FIFA ad intervenire con una spiegazione ufficiale, che però non è sembrata particolarmente convincente.
Cosa è successo tra Inghilterra e Ghana e perché i tifosi hanno contestato l'hydration break Quando è arrivata la comunicazione ufficiale dell'arbitro, anche attraverso i maxischermi, del cooling break i sostenitori non hanno gradito insomma. Questo perché solo poco prima il gioco si era fermato per diversi minuti a seguito di un violento scontro testa contro testa tra Reece James e Jordan Ayew. Perché dunque la necessità di rifocillarsi se i giocatori ne avevano già approfittato durante le cure mediche per i loro compagni? Inoltre, a rendere per certi versi surreale il tutto, anche le condizioni climatiche non erano tali da necessitare un'idratazione importante. Pioggia e maltempo prima del match hanno fatto sì che la temperatura fosse di circa 18°C, insomma molto simile a quelle britanniche. Le giustificazioni della FIFA dopo le critiche alle pause Ecco allora che le "famigerate" pause sono tornate a far discutere. Da giorni si parla di come i cooling break, abbiano spesso e volentieri cambiato il corso dei match incidendo sull'inerzia degli stessi. Non è un caso infatti che siano stati ribattezzati "commercial break" con riferimento agli sponsor che fanno capolino durante le pause. La FIFA ha provato a correre ai ripari inserendo anche dj set durante i break, senza però ottenere grandi miglioramenti in termini di condivisione. Il massimo organo calcistico mondiale ha deciso poi di giustificare quanto accaduto in Inghilterra-Ghana attraverso le parole di un proprio portavoce intervenuto alla Press Association: "Vogliamo garantire pari condizioni per tutti ed è per questo che queste pause vengono implementate in ogni partita".













