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Alessandro Lombardi, Luigi Tommasini e Jacopo Chiostri
Firenze, 23 giugno 2026 - Sono trascorsi due anni dalla riapertura dello storico Caffè de Le Giubbe Rosse che, dopo il dissesto della penultima gestione, e dopo il lungo periodo della pandemia, era rimasto chiuso quattro anni (dal 30 settembre 2019 a metà giugno 2024): una ferita per la città che provocò appelli da parte di tanti - tra cui l’allora sindaco Nardella - perché il locale fosse messo nelle condizioni di proseguire la sua storia; nei due anni, trascorsi dalla riapertura, la proprietà del locale si è impegnata a riguadagnare il tempo perduto, impegnandosi a ‘promuovere cultura’, un dono per la città ed i suoi ospiti. In questo contesto, è nata la Rassegna Culturale, curata da Maria Cristina Galletti e Jacopo Chiostri che, da ottobre a maggio promuove eventi con ospiti di grande spessore, osservando la pausa estiva da giugno a settembre. Quest’anno sono stati in calendario una quarantina di eventi (comprese esposizioni e presentazione libri) con argomenti che vanno dall'arte, la storia (locale e non), la medicina, la moda, la musica, la poesia, il teatro, la critica d’arte e letteraria; incontri condotti da storici, storici dell’arte, critici letterari, personaggi di spicco nella moda, nella medicina (ricordiamo per tutti, l’ultimo incontro della rassegna affidato a Maria Luisa Brandi, una delle “top Italian Women Scientist” e la mostra di pittura “Uno Sguardo Nel Tempo” di Alessandro Lombardi, tuttora in corso fino al 30 giugno 2026). Così in tanti sono tornati ad affacciarsi nelle sale dove un tempo sedevano Montale, Prezzolini, Soffici, Dylan Thomas, quell’immenso genio della poesia che è stato Dino Campana, Luzi, oppure l’esuberante Marinetti col suo ‘futurismo’ e perfino Lenin; abbiamo visto tornare tante scolaresche che, ed è una gioia, a Firenze, dopo aver visitato gli Uffizi, Palazzo Vecchio, entrano festose a Le Giubbe Rosse, con le maestre che spiegano che il nome non discende dalla famosa polizia federale canadese, ma si deve a un’usanza fiorentina quando, a fine ‘800, la gente che aveva difficoltà a pronunciare Reininghaus (il nome del locale all’epoca) preferiva dire “andiamo da quelli con le giubbe rosse” perché, com’era di moda nei caffè viennesi dell’epoca, i camerieri indossavano la suddetta livrea. Maurizio Costanzo






