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Quando in Italia era la notte tra martedì 23 e mercoledì 24 giugno, negli Stati Uniti si è tenuto il draft della NBA, cioè l’evento annuale con cui le squadre del più importante campionato di basket del Nord America scelgono i nuovi giocatori, provenienti dalle università o dall’estero.
È un momento molto atteso da chi segue il basket perché può incidere parecchio sul futuro delle squadre. Può capitare infatti che una squadra prenda un giocatore che conferma le aspettative e si rivela fenomenale e decisivo, come il francese Victor Wembanyama, scelto per primo al draft NBA del 2023 dai San Antonio Spurs.
Da molti analisti e addetti ai lavori, il draft di quest’anno era considerato piuttosto ricco di giocatori potenzialmente forti, ma forse senza nessun campione assoluto. Non c’era, per esempio, un giovane del calibro di Wembanyama, e forse nemmeno qualcuno come Cooper Flagg, la prima scelta del draft del 2025.
La prima scelta (quindi il giocatore ritenuto più promettente tra quelli disponibili, o più adatto alla squadra che poteva prenderlo) è stata AJ Dybantsa: lo hanno scelto i Washington Wizards, che al momento sono una delle peggiori squadre della NBA. Chi perde più partite nella stagione precedente ha maggiori possibilità di prendere le scelte migliori al draft, che quindi è anche un sistema per equilibrare un po’ la NBA e permettere a tutte le squadre di avere giocatori forti e, in ultima istanza, vincere.










