di
Paolo Condò
La Pulce compie 39 anni e segna tutti i 5 gol dell'Albiceleste. La storia del torneo dimostra però che i trionfi leggendari nascono dalla cooperazione
Lionel Messi compie oggi 39 anni, e per festeggiarli si è regalato un significativo en plein nei gol argentini al Mondiale: li ha segnati tutti lui, 5 su 5 nelle prime due partite contro Algeria e Austria, rivali non trascendentali ma certamente dignitose. Il suo exploit ha liberato sillogismi bislacchi ma umanissimi (se Messi non invecchia, non invecchiamo nemmeno noi che lo guardiamo da una vita), e pronostici di bis mondiale sui quali invece sarà opportuno frenare. A parte il fatto che due di fila li hanno vinti soltanto l’Italia degli anni 30 e il Brasile di Pelé e Garrincha, e dunque un back to back dell’Argentina avrebbe contorni leggendari, la circostanza che tutti i gol li segni Messi non è un buon segno.
La grande star aiuta a vincere perché risolve le gare in proprio e perché la paura che incute agli avversari li porta a raddoppiare e triplicare la marcatura, lasciando di conseguenza liberi i compagni. È stato criticato il Portogallo perché pare una forzatura che una nazionale così ricca di talento lo debba far passare in ogni caso per Cristiano Ronaldo: dopo la delusione con il Congo, però, ieri è venuto il riscatto con l’Uzbekistan, e va dato atto al vecchio satanasso che ieri il timing sulla palla era quello di sempre, se l’assist è perfetto un tocco e via e palla in porta.












