Si chiama Interleuchina 6 (IL-6) ed è una molecola che svolge un doppio ruolo: sia benefico, con una funzione rigenerativa, quando le condizioni sono quelle fisiologiche, sia negativo, quando i suoi livelli rimangono elevati e persistenti. In questo caso può determinare infiammazione cronica ed effetti negativi su diversi tessuti e a livello muscolo-scheletrico. E’ da qui che nasce l’idea di bloccare, in modo selettivo, la sua azione dannosa: un nuovo progetto, la cui capofila è l’italiana Silvia Sideri, mira a indagare come un’inibizione mirata possa preservare la funzionalità muscolare e favorire un invecchiamento più sano. “L’obiettivo della ricerca è bloccare specificamente la via d’azione negativa di questa molecola, che fa parte delle citochine, e valutare i possibili effetti benefici che si possono ottenere”, chiarisce Sideri. Ricercatrice all’Università La Sapienza di Roma nel Dipartimento di anatomia, istologia, medicina legale e ortopedia, è tra i sei vincitori della 13ma edizione delle IBSA Foundation Fellowship 2025, selezionati tra 398 candidature under 40, arrivate per metà dall’Italia e per metà da altri 63 Paesi. Grazie anche ai 32 mila euro della Fellowship, lo sviluppo sperimentale verrà condotto presso lo Stem Cell Institute di Leuven, in Belgio, nella fase preclinica su topi anziani, ossia tra i 18 e i 26 mesi. La categoria a cui appartiene il premio – “Healthy ageing e medicina rigenerativa”, introdotta nel 2022 – ha raccolto oltre un terzo delle candidature totali, a conferma dell’interesse per il tema nella ricerca scientifica. Strategie anti-sarcopenia. La sarcopenia, vale a dire la perdita progressiva di massa e funzione muscolare, è una delle condizioni più invalidanti legate all’età e determina una riduzione della capacità funzionale e dell'autonomia, aumentando il rischio di fragilità. “Se riducessimo la progressione della sarcopenia, la mortalità delle persone anziane diminuirebbe, perché è ben noto che la sarcopenia aumenta la mortalità e la morbilità. Potremmo anche migliorare in generale la qualità di vita delle persone anziane”, spiega Sideri. In particolare, lo studio valuterà l’impatto muscolare e i fattori che portano al catabolismo e all’infiammazione, oltre a possibili effetti avversi su altri organi. “Nel corso dell’invecchiamento i livelli circolanti di IL-6 tendono ad aumentare - dice la ricercatrice -. Vogliamo vedere se, bloccandone selettivamente l’azione, si riesca a preservare la funzionalità muscolare”. In termini più specialistici, come indica il nome ufficiale del progetto, si tratta di una “deregolazione del trans-signalling” per ovviare al “declino della funzionalità dei tessuti legato all’invecchiamento”. L’obiettivo è anche fornire le basi per associazioni farmacologiche su misura per il paziente, anziché standardizzate, definendo così le combinazioni farmacologiche più efficaci e le modalità ottimali di somministrazione. “Va da sé – precisa – che il farmaco da solo non può essere sufficiente, ma è essenziale coniugare la parte di supporto farmacologico con buoni stili di vita, che rappresentano sempre la prima azione da ricordare”. Il tipo di intervento che si immagina dovrebbe collocarsi relativamente presto nell’arco della vita di una persona: “L'obiettivo è intervenire nelle fasi iniziali del processo di invecchiamento biologico, quando i meccanismi che portano alla perdita di massa e funzione muscolare sono ancora modulabili - specifica -. Una possibile finestra di intervento potrebbe collocarsi intorno ai 60 anni, prima che compaiano forme avanzate di fragilità e disabilità”. All’intersezione tra oncologia e longevità. Le potenziali applicazioni della ricerca potrebbero estendersi anche oltre l’invecchiamento fisiologico. “Tumore e invecchiamento sono due processi, in un certo senso, opposti – aggiunge la ricercatrice -. I tumori sono caratterizzati da un aumento di meccanismi che determinano proliferazione, crescita cellulare e metastasi. L’invecchiamento è, invece, ciò che porta alla perdita di processi biologici: produzione di proteine, crescita cellulare, rigenerazione, attivazione di cellule staminali”. “L’identificazione dei meccanismi biologici attivati tramite questo nuovo trattamento farmacologico potrebbe aprire prospettive anche per condizioni patologiche in cui il muscolo è coinvolto, come la cachessia tumorale: una condizione caratterizzata da una perdita di massa muscolare associata a infiammazione sistemica”, chiarisce. Sebbene si tratti di condizioni diverse, la sarcopenia legata all’invecchiamento e la cachessia associata a malattie croniche, come i tumori, sono accomunate dall’attivazione di vie infiammatorie nelle quali l’IL-6 ha un ruolo centrale. Restare al bancone, a fare ricerca di base. Il percorso scientifico di Sideri è stato fin qui piuttosto vario: partita dalla genetica, con studi di sequenziamento su pazienti con tumori ereditari, si è poi occupata di steatosi epatica e, a seguire, ha completato un dottorato di ricerca sulle metastasi ossee e cerebrali derivanti dal tumore alla prostata. “Quello fisiopatologico è un approccio che mi affascina – ribadisce -. Non vorrei arrivare ad abbandonare il bancone del laboratorio. Ho l’ambizione di continuare a fare ricerca di base, perché credo sia l’incipit delle grandi scoperte”. E poi c’è l’insegnamento: una possibilità per il futuro, ma in secondo piano rispetto all’attività di ricerca. “Se un giorno dovessi arrivare anche a insegnare, mi piacerebbe. Ma primariamente vorrei continuare a occuparmi della parte fisiopatologica, dell’invecchiamento e delle malattie correlate”. E conclude: “Oltre a essere un’importante opportunità di crescita scientifica e personale, come è ovvio, questo riconoscimento è un segnale di fiducia nel valore e nel potenziale della ricerca che stiamo portando avanti”. Già aperte le candidature per la prossima edizione delle Fellowship, con un aumento delle borse da sei a sette: c’è tempo fino al 31 gennaio 2027.
Chi salva i muscoli contrasterà l’invecchiamento
La ricerca si concentra sulla molecola Interleuchina 6, che può causare accumulo di radicali liberi, stress ossidativo e infiammazione cronica. A Silvia Sideri…








