VIGEVANO (Pavia)Stava effettuando operazioni di carico di un mezzo pesante quando, per cause che saranno stabilite dalle risultanze degli accertamenti degli ispettori della Ats, è caduto battendo pesantemente la testa al suolo. Non c’è stato scampo per Francesco Paternuosto, 64 anni, camionista originario di Capua (Caserta) e dipendente di una azienda di Podenzano (Piacenza) morto ieri mattina all’interno della Elachem, azienda leader mondiale nella produzione di sistemi poliuretanici, che ha sede in corso Torino 129, nella zona della prima periferia della città. Quando sul posto sono arrivati i soccorsi, l’episodio è avvenuto qualche minuto prima delle 7.30, l’uomo era in condizioni gravissime. A nulla sono valsi le manovre di rianimazione del personale medico del 118 e di quello della Croce Azzurra di Vigevano: il decesso è stato constatato sul posto.
La tragedia si è consumata in pochi attimi all’inizio della giornata di lavoro. Da una prima ricostruzione, che dovrà però essere avvalorata dai riscontri degli accertamenti in corso, l’uomo stava effettuando operazioni sulla sommità della cisterna che guidava quando è caduto nel vuoto. Da capire c’è se la caduta sia stata provocata da un malore, magari legato al caldo torrido di questi giorni e che a quell’ora ieri mattina era già prossimo ai 30 gradi, oppure ad una errore umano o ancora ad una eventuale altra causa che dovrà essere svelata. Quello che è certo è che l’autotrasportatore campano è caduto da qualche metro di altezza e probabilmente non è stato in grado, forse perché non più cosciente, di attutire l’impatto al suolo. Al contrario ha battuto violentemente la testa riportando le lesioni che gli sono state poi fatali. L’allarme è stato immediato così come l’arrivo dei soccorsi. Sul posto è intervenuta anche una pattuglia della polizia locale, ma purtroppo non è stato possibile fare nulla per evitare il decesso. La salma del sessantaquattrenne camionista è stata trasferita alla camera mortuaria in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria. Sull’accaduto è intervenuto Carmelo Minniti, segretario generale di Uil Trasporti Lombardia. "Le ordinanze contro il caldo non bastano più – ha detto – non possiamo pensare di proteggere i lavoratori con provvedimenti-tampone danati alle emergenze climatiche. È necessario ripensare l’organizzazione del lavoro, ridurne i carichi e introdurre tutele reali. Non si può continuare a morire di fatica sul posto di lavoro".








