Il cantautore Renzo Rubino questa sera inaugura Naturalmente Pianoforte 2026 con l’evento «Cosa direbbe Lucio» che apre ufficialmente il festival che prevede un programma molto intenso in tutto il periodo estivoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Marianna Grazi
Esiste un istante, nel silenzio profondo delle vallate toscane, in cui l’aria sembra trattenere il fiato in attesa della prima nota. Nel linguaggio del pianoforte lo chiamano sustain: è quel pedale magico che permette al suono di vibrare oltre il gesto, di restare nell’aria come un respiro che non vuole svanire, sfidando il tempo e lo spazio. Stasera tra le mura della Fondazione Baracchi a , quel pedale verrà premuto per la prima volta. Non è solo l’inizio di un concerto, ma l’anteprima di un’opera d’arte collettiva che trasformerà, tra qualche settimana, il Casentino in una cassa di risonanza sensoriale a cielo aperto. Il compito di rompere il silenzio spetta a Renzo Rubino, che stasera alle 21 porterà in scena "Cosa direbbe Lucio", un evento che ha già registrato il tutto esaurito. Più che un tributo, quello di Rubino è un viaggio onirico nella libertà creativa di Lucio Dalla: un dialogo intimo tra il suo pianoforte e il violino di Andrea Libero Cito, dove le canzoni del maestro bolognese si intrecciano a racconti, aneddoti e riflessioni visionarie. Introdotto dal direttore artistico Enzo Gentile, Rubino aprirà quella porta che, dall’11 al 19 luglio, lascerà inondare dieci comuni da un flusso ininterrotto di musica e bellezza grazie a Naturalmente Pianoforte 2026. Rubino, talento pugliese classe 1988, ha saputo conquistare il pubblico con la sua teatralità fin dai successi di Sanremo, come "Il Postino (Amami Uomo)" e "Ora". La sua capacità di unire musica e narrazione lo ha portato a ideare format unici come "Porto Rubino", il festival itinerante sul mare che stavolta trova un riflesso perfetto nella navigazione terrestre tra i borghi del Casentino. L’anteprima di stasera è il preludio di un festival che, con lo slogan "Nessun genere di confine", si presenta come la sfida più ambiziosa di sempre: 100 pianoforti e oltre 130 pianisti pronti a far suonare 50 luoghi diversi, dai castelli medievali alle foreste silenziose. Dopo l’emozione di stasera, il programma si dispiegherà in mille direzioni: dal jazz di Francesca Tandoi alla voce leggendaria di Sarah Jane Morris, fino all’ironia profonda di Elio.







