HomeAnconaCronacaUccise la moglie, è omicidio premeditatoPianello Vallesina, per la Procura il 51enne aveva pianificato tutto: dietro al delitto ci sarebbe una storia di violenze mai davvero chiuseNazif MuslijaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl borsone con i viveri preparati per nascondersi, la scelta di un bosco a Matelica per rifugiarsi subito dopo il delitto, il denaro contante portato con sé e anche l’assenza di un qualsiasi litigio udito la sera prima. Sono i dettagli che hanno portato la Procura di Ancona a chiedere il processo per omicidio volontario premeditato, aggravato dal vincolo matrimoniale, per Nazif Muslija, il 51enne di origine macedone che il 3 dicembre scorso uccise la moglie Sadjide Ramadani nell’abitazione di Pianello Vallesina. Dopo la chiusura delle indagini il pm Rosario Lioniello ha chiesto quindi il processo per l’uomo, reo confesso, e l’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 14 luglio davanti al giudice Alberto Pallucchini. Stando alle indagini dei carabinieri la donna fu colpita con violenza al capo e al volto con un tubo metallico di quelli da edilizia, lungo almeno 1 metro, poi abbandonato fuori dall’abitazione. Fu sorpresa nel sonno, nella camera da letto, attorno alle 5, con nessuna possibilità di difendersi e di mettersi in salvo. Questa è un’altra aggravante contestata. Sadjide riportò lesioni gravissime che ne causarono la morte immediata. Dietro al delitto ci sarebbe una storia di violenze mai davvero chiuse. Tra aprile e luglio 2024 l’imputato era finito in carcere per maltrattamenti contro la moglie. Aveva patteggiato un anno e dieci mesi. Prima della sentenza Sadjide aveva ritirato la querela e bloccato la separazione. In apparenza, fino a metà novembre, in casa era tornata la quiete. Poi, due giorni prima del delitto, un altro segnale.