Il mercato delle bustine di nicotina (piccoli sacchetti di nicotina da mettere tra gengiva e labbro) è in rapida espansione grazie a lacune normative e a tattiche di marketing, dalle campagne sui social media agli aromi e alle sponsorizzazioni sportive. I giovani sono particolarmente vulnerabili, avverte un nuovo rapporto (fonte in inglese) pubblicato martedì da STOP.
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Secondo il rapporto, nel 2025 nel mondo sono state vendute circa 34 miliardi di bustine di nicotina, il 660% in più rispetto al 2020. Il mercato globale dovrebbe arrivare a quasi 16 miliardi di dollari (13,8 miliardi di euro) entro il 2027 e a 25 miliardi di dollari (21,6 miliardi di euro) entro il 2028.
Si tratta di un business «estremamente redditizio», ha dichiarato in conferenza stampa Sophie Braznel, ricercatrice e coordinatrice del Tobacco Control Research Group dell’Università di Bath, nel Regno Unito, e coautrice del rapporto. Il mercato è dominato dai maggiori produttori mondiali di sigarette, tra cui Philip Morris International (PMI) e British American Tobacco (BAT), che nel 2025 controllavano ciascuno circa un terzo del mercato globale delle bustine.
Questo boom non è «un incidente», ha sottolineato Jorge Alday, direttore di STOP e coautore del rapporto.






