Medico, fondatore della Sbarro Cancer Research e membro Niaf, è una delle voci più autorevoli negli Stati Uniti. Il professore: «La comunità italo-americana è un ponte formidabile tra i due Paesi»

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Gli Usa ospitano una delle maggiori comunità italiane al mondo. Circa 20 milioni. Tra il 5 e 6% dell’intera popolazione americana, secondo il National Italian American Foundation (NIAF) e la Sons and Daughters of Italy Foundation (SIF). «Il rapporto tra Italia e Stati Uniti è molto più forte di qualsiasi polemica o dichiarazione estemporanea. Un legame costruito nel corso di decenni. Una collaborazione politica, economica, culturale e umana, che si fonda su valori fondamentali e una lunga alleanza». Sintetizza così il suo pensiero Giancarlo Arra, imprenditore e manager italo-statunitense, una delle voci più autorevoli della ricerca scientifica e delle relazioni tra Italia e Stati Uniti. Presidente di SHRO Italia e Vicepresidente della Sbarro Health Research Organization negli Usa che finanzia progetti di ricerca biomedica e oncologica e iniziative di formazione internazionale. Dal 2025 anche membro del Board of Trustees della Sons of Italy Foundation, il braccio filantropico dell’Order Sons and Daughters of Italy in America. Italiani con un forte legame con il nostro Paese. Le vicine celebrazioni del Columbus Day, con le associazioni regionali, la promozione della cultura italiana, le iniziative linguistiche, i rapporti economici e familiari, mantengono vivo un senso di appartenenza. Italo-americani, che conservano un orgoglio palpabile per le proprie radici e guardano con attenzione ai rapporti tra Roma e Washington. E negli Usa, il dibattito pacato seguito alle recenti dichiarazioni di Donald Trump, ci fa comprendere come vengano percepite dallavastae influente comunità italiana negli Stati Uniti. Una comunità che con il suo ruolo rafforza, anziché dividere, lo storico rapporto tra i due Paesi. «Il rapporto Italia – Usa, si fonda su una storia lunga e condivisa, che travalica le divergenze in politica estera del momento. Decenni di collaborazione politica, economica, scientifica, culturale e umana, sostenuti da valori democratici comuni. Gli italiana in Usa ritengono che le polemiche del momento, si spengono di fronte ad un legame costruito nel tempo da milioni di persone. Come ha più volte sottolineatola Premier italiana, continuità e stabilità dei rapporti transatlantici, sono un punto fermo invalicabile. Nelle vere democrazie le differenze divedute, aldilà del modo con cui vengono rappresentate, sono l’essenza di relazioni autentiche». A parlare è un’altra voce autorevole della comunità Italo-Americana, il prof. Antonio Giordano, oncologo, patologo e genetista di fama mondiale. Allievo del premio Nobel James Watson, è noto soprattutto per aver scoperto il gene Rb2/p130, fattore di sviluppo dei tumori. Fondatore della Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine presso la Temple University di Philadelphia, e membro del Consiglio di Amministrazione Niaf.