Clima, alluvioni, siccità, terremoti: i grandi rischi ambientali che gravano sull’Italia – ma soprattutto le strade per prevenirli – sono state oggi al centro dell’appuntamento in agenda nella Sala stampa della Camera dei deputati, dove è stato presentato il nuovo libro “Fuori dalle emergenze” (il Mulino).

Firmato da Erasmo D’Angelis (che è anche direttore editoriale di greenreport) insieme a Mauro Grassi (economista e collaboratore di prestigio della nostra testata), il saggio propone una riflessione sulle calamità che segnano con crescente frequenza il territorio italiano e sulla necessità di superare una gestione fondata esclusivamente sulla risposta all’emergenza, dando corpo al pilastro della prevenzione.

L’iniziativa è stata promossa dall’onorevole Pino Bicchielli, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, intervenuto in Sala stampa insieme al vicepresidente della Commissione (Luciano D’Alfonso) e ai due autori.

Dal confronto è emerso che la prevenzione non è una spesa aggiuntiva: semmai, è l’investimento più conveniente per il futuro del Paese. Basti osservare che oggi l’Italia spende in media circa 12 miliardi di euro l’anno per inseguire le emergenze. Dal 1944 al 2016 solo i terremoti sono costati 290 miliardi di euro di risorse pubbliche. A questi si sommano circa 4 miliardi l’anno per dissesto idrogeologico, 1 miliardo per incendi, 2,5 miliardi per siccità, oltre ai costi indiretti su turismo, imprese, beni culturali e fiducia economica. Senza contare le perdite in vite umane e in danni alle persone. E le stime europee indicano un peggioramento: per l’Italia le perdite da eventi catastrofali potrebbero salire da 11,9 miliardi nel 2025 a 34,2 miliardi nel 2029, con un impatto fino a -1,75% di Pil.