MEDUNO (PORDENONE) - «Quando sono rientrata in casa ho trovato la signora con la testa nel lavandino. C'erano scintille ovunque, il phon era acceso ed ero terrorizzata. Ho subito chiamato il 112. L'operatore è stato formidabile perché mi ha tranquillizzato e raccomandato di non avvicinarmi, altrimenti avrei rischiato anch'io di prendere una scossa fatale». È il racconto, ancora segnato dallo choc, che la collaboratrice familiare ha consegnato agli investigatori dopo la tragedia avvenuta a Meduno, dove una donna di 85 anni, Gianna Zatti, ha perso la vita all'interno della propria abitazione in seguito a una folgorazione che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata provocata dall'utilizzo di un asciugacapelli in bagno. La scoperta è avvenuta nel primo pomeriggio di lunedì 22 giugno.

La scoperta La badante, che si era assentata per una pausa programmata, al rientro ha trovato l'anziana priva di sensi con il capo dentro al lavandino e ha immediatamente contattato il numero unico per le emergenze. Durante quei minuti concitati le è stato chiesto di interrompere l'alimentazione elettrica dell'abitazione per consentire un intervento in sicurezza, ma avrebbe riferito di non sapere dove fosse collocato il quadro generale e di non essere quindi in grado di togliere tensione.I soccorsi Pochi minuti dopo sono arrivati i vigili del fuoco del distaccamento di Maniago che hanno messo in sicurezza l'area, consentendo al personale sanitario di intervenire. Sul posto sono giunti l'ambulanza, l'équipe dell'elisoccorso regionale, oltre ai carabinieri della stazione di Meduno e al Nucleo radiomobile di Spilimbergo. Nonostante i tentativi di rianimazione, per l'anziana non è stato possibile fare nulla.Il lutto La donna lascia nel dolore i figli Tatiana e Massimiliano Rossi, molto conosciuto in paese anche per essere stato in passato consigliere comunale. La famiglia è apparsa distrutta da una perdita improvvisa e difficile da elaborare. La notizia si è diffusa rapidamente in paese e ha lasciato sgomenta l'intera comunità. Numerosi i messaggi di vicinanza arrivati ai figli nelle ore successive. Tra i primi a esprimere il cordoglio istituzionale è stata la sindaca di Meduno, Marina Crovatto, che conosceva personalmente la donna. «C'è grande dolore e una forte vicinanza ai familiari da parte di tutta l'amministrazione comunale - ha dichiarato -. Non conosco nel dettaglio come siano andate le cose e saranno gli accertamenti a chiarirlo. Posso però dire che era una persona che abitava nella mia borgata di origine e che conoscevo praticamente da sempre. Era una donna piena di vitalità». La sindaca si interrompe più volte mentre ripercorre il ricordo della concittadina: «Pensare che la sua vita si sia conclusa in questo modo lascia davvero senza parole. Massimiliano è stato anche consigliere comunale, è un nostro amico e siamo vicini a lui e alla sorella in un momento così difficile. Ci sono episodi che fanno fatica ad avere una spiegazione. Sono tragedie che arrivano all'improvviso e che sembrano non avere un perché». Anche tra i vicini il ricordo è quello di una donna che aveva cercato a lungo di mantenere le proprie abitudini e la propria indipendenza. Molti ricordano il periodo difficile iniziato dopo la scomparsa del marito, morto anni fa in seguito a un attacco cardiaco. Da allora, raccontano, la quotidianità era diventata più impegnativa. Qualcuno la incontrava ancora durante le passeggiate serali, spesso con una piccola torcia in mano; altri avevano notato come negli ultimi tempi alcuni gesti di ogni giorno richiedessero maggiore attenzione e supporto. Proprio per questo motivo i figli avevano deciso di organizzare un'assistenza familiare che le consentisse di restare nella sua casa senza rinunciare alle proprie abitudini.Le indagini Sul fronte degli accertamenti, la Procura della Repubblica di Pordenone ha disposto il sequestro dell'abitazione in attesa delle relazioni tecniche - in particolare sul salvavita - e degli esiti delle indagini affidate ai carabinieri. Tra gli elementi da chiarire ci sono appunto le condizioni dell'impianto elettrico e il funzionamento dei dispositivi di sicurezza presenti nell'abitazione. Gli investigatori dovranno inoltre ricostruire con precisione la sequenza temporale dei fatti e verificare ogni aspetto relativo all'organizzazione dell'assistenza domestica. Dalle prime informazioni raccolte, tuttavia, la collaboratrice familiare avrebbe effettuato una pausa concordata in quella fascia oraria e non sarebbe quindi stata in servizio al momento dell'accaduto.