Dopo la chiusura delle procedure di mobilità, migliaia di insegnanti guardano ora alle assegnazioni provvisorie e alle utilizzazioni, strumenti che permettono di ottenere per un anno una sede più vicina alla propria residenza o ai familiari da assistere. Durante un Question Time di Orizzonte Scuola, l'esperto di normativa scolastica Giuseppe Semeraro ha illustrato lo stato della trattativa per il nuovo Contratto collettivo integrativo nazionale (CCNI) e le possibili deroghe ai vincoli che riguardano parte del personale docente. Semeraro ha ricordato che l'assegnazione provvisoria risponde a finalità diverse rispetto alla mobilità ordinaria.

Secondo Semeraro, l'assegnazione provvisoria rappresenta lo strumento che permette al docente di avvicinarsi ai propri affetti quando la sede di servizio è distante. Si tratta di una misura temporanea, valida per un solo anno scolastico, che consente di prestare servizio nella sede più vicina al luogo del ricongiungimento. A differenza della mobilità territoriale, non vengono presi in considerazione titoli culturali, anzianità o altri elementi professionali: questi fattori non incidono sull'esito della domanda.

La richiesta può essere presentata per ricongiungersi a figli minori, al coniuge o convivente, ai genitori o ad altri familiari che necessitano di assistenza, oltre che a persone con disabilità riconosciuta dalla normativa vigente. È prevista inoltre la possibilità di presentare domanda per i docenti con disabilità personale. Nel caso dell'assistenza a familiari con disabilità, è necessario dimostrare di aver usufruito dei permessi previsti dalla legge durante l'anno scolastico.