Una ricerca guidata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con il Politecnico di Torino, realizzata nell'ambito dell'esperimento NASA–ASI LuGRE, presenta i risultati della prima caratterizzazione dell'ambiente di plasma terrestre ottenuta tracciando i segnali dei sistemi di navigazione satellitare (GNSS) direttamente dal suolo lunare in un lavoro appena pubblicato sulla rivista scientifica AGU Geophysical Research Letter
La ionosfera e la plasmasfera terrestri (gli involucri di particelle cariche che avvolgono il nostro pianeta) sono state osservate per la prima volta "dall'esterno", utilizzando un ricevitore per i segnali dei sistemi di navigazione satellitare (GNSS, come GPS e Galileo) posto sulla superficie della Luna.
È il risultato della missione LuGRE (Lunar GNSS Receiver Experiment), iniziativa congiunta della NASA e dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che ha volato a bordo del lander Blue Ghost 1 della Firefly Aerospace, lanciato nel gennaio 2025 e atterrato sulla Luna nel marzo dello stesso anno nel sito di Mare Crisium.
A differenza dei sensori a terra o dei satelliti in orbita bassa, che osservano la ionosfera "dal basso", LuGRE ha guardato verso la Terra: i segnali dei satelliti GNSS hanno raggiunto il ricevitore lunare dopo aver attraversato il plasma terrestre lungo traiettorie quasi orizzontali, su percorsi lunghi oltre 380.000 chilometri. Questa geometria, una sorta di "radiografia di profilo", ha permesso di sondare regioni dello spazio circumterrestre molto difficili da misurare con tecniche tradizionali.






