Decine di nuovi bracci robotici sono stati installati in un importante stabilimento di veicoli elettrici della General Motors a Detroit, mentre 1.300 operai continuano a rimanere senza lavoro dopo quello che avrebbe dovuto essere un licenziamento temporaneo.

L’ultima spinta verso l’automazione ha scatenato la reazione dei sindacati su una questione potenzialmente esistenziale per le case automobilistiche e i loro dipendenti.

Secondo quanto riporta Crain’s Detroit Business, General Motors ha installato circa 50 bracci robotici presso lo stabilimento Factory Zero di Detroit (nel Michigan). I robot in questione sono prodotti dall’azienda giapponese FANUC, progettati per aiutare a fissare vari componenti ai veicoli nelle linee di assemblaggio.

Leader della United Auto Workers (UAW), il principale sindacato statunitense dei lavoratori del settore automobilistico, non hanno gradito l’adozione dei robot, evidenziando che GM non ha ancora richiamato nessuno dei lavoratori colpiti da quelli che dovevano essere cessazioni temporanee dei rapporti di lavoro, sospensioni, o meglio licenziamenti, avvenuti a marzo.

«Più di 1.000 iscritti al sindacato risultano ancora ‘licenziati a tempo indeterminato», ha riferito James Cotton, presidente della sezione UAW Local 22, a The Detroit News. Secondo Cotton, l’azienda avrebbe potuto richiamare al lavoro alcuni dei dipendenti licenziati, anziché installare i 50 robot. I licenziamenti temporanei erano stati preceduti da ulteriori licenziamenti permanenti che hanno coinvolto altri 1.200 lavoratori presso la Factory Zero di GM nell’ottobre 2025.