“Crediamo che i risultati siano un elemento su cui riporre fiducia, sapere che c’è chi riconosce i problemi e s’impegna per risolverli, è ciò che le persone devono percepire”.Il tema della sicurezza, anche rispetto alle nuove minacce, e della fiducia nelle Istituzioni è stato al centro dell’intervento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che nell’ambito di Taobuk ha dialogato con la giornalista Elvira Terranova, alla presenza della prefetta Cosima Di Stani, del vicequestore Diego Trotta e della viceprefetta vicaria Cettina Pennisi .In apertura il riferimento ai fatti di cronaca che hanno riguardato la città di Palermo, dove il ministro ha affermato di essersi voluto recare “per un segnale di attenzione”, ribadendo che sono già state eseguite operazioni e arresti. “Ciò che emerge – ha spiegato - più che la riproposizione di vecchi schemi è la rigenerazione di un fenomeno antico, da parte di giovani che cercano un accreditamento, per riaffermare la possibilità di marcare il territorio. Ho voluto dare evidenza di attenzione, ma la reazione che hanno avuto le forze di polizia è esemplare: a Palermo ci sono tra le migliori risorse delle forze dell’ordine e della magistratura. Ci sono già prime persone individuate e ci sono tutti i presupposti perché l’azione continui e sia all’altezza della situazione”.L’inaugurazione a Bagheria di un centro estivo nell’immobile confiscato e assegnato all’associazione Quarto Savona Quindici è stato citato come elemento che può restituire fiducia alle persone, e specie a chi si trova nella condizione di dover denunciare un reato. “Questa fiducia – ha detto il ministro - deve fare un passo avanti: c’è un numero ancora basso di denunce, ma oggi non c’è ragionevole motivo per cui le vittime non debbano avere fiducia. Lo Stato ha dimostrato di essere all’altezza. Anche con questa iniziativa di Bagheria che unisce elementi di concretezza, che inducono a stimolare fiducia. Era la restituzione di un bene confiscato, segno che combattiamo le organizzazioni colpendole nei patrimoni, restituendo alla società con una iniziativa di valore simbolico, dandolo all’associazione della moglie dell’agente Vito Montinaro, che accoglierà ragazzi provenienti da un territorio complesso. Ci sono tutti gli elementi proprio per stimolare la fiducia dei cittadini”.Il tema della radicalizzazione “è molto insidioso, c’è anche un pericolo di autoradicalizzazione, anche senza rete di contatti. Fino ad ora quasi tutti i casi sono stati individuati e assoggettati a forme preventive di arresto, ma è un tema molto insidioso, in ambiente digitale, si combatte con consolidata bravura delle nostre forze di polizia, con scambio di informazioni, agenzie di intelligence, presidio del territorio, e con la professionalizzazione crescente sulla cybersecurity. Abbiamo l’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale, ma noi abbiamo il ruolo storico della Polizia per la sicurezza cibernetica”. E proprio per questa sezione il ministro ha speso parole di elogio.Con riferimento ai decreti attuativi dell’Ai Act europeo, Piantedosi ha ribadito l’esigenza di conciliare la profondità delle tecnologie con la tutela delle libertà personali e la privacy. “La legge ha stabilito che è possibile usare dati biometrici di riconoscimento facciale nelle attività di polizia, uno strumento importantissimo”, ha sottolineato il ministro, ricordando l’episodio in cui un autore di un accoltellamento fu rintracciato proprio così dopo essersi spostato.“C’è una possibilità di utilizzo molto importante, contro la commissione di reati anche in chiave di prevenzione, con l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Da qui l’espressione che ho usato per tranquillizzare: non sarà un grande fratello generalizzato con dati che saranno usati. Il paradigma è: uso per contrasto a reati, uso temporaneamente limitato e con autorizzazione dell’autorità giudiziaria”.“Ma – ha ammonito – se dobbiamo stare attenti a un uso bilanciato, dobbiamo tenere altresì conto del fatto che la criminalità organizzata questi limiti non li ha. C’è un problema di competitività tra Stato e organizzazioni criminali. I Governi stanno investendo molto, per mantenersi adeguatamente aggiornati e fare ricerca. Tra le attività codificate c’è la collaborazione con il mondo scientifico e le imprese private: non possiamo restare indietro, va fatto con bilanciamento diritti , ma senza essere sopravanzati da organizzazioni criminali”.Piantedosi ha poi evidenziato l’importanza di trovare un punto equilibrio tra selezione e formazione, non possiamo più permetterci ritardi, è cambiato il quadro, occorre gente preparata e formata bisogna aprire il confronto con il mondo della ricerca scientifica e della ricerca privata fatta da aziende. Bisogna fondere tutte le esperienze positive”.La minaccia anarcoinsurrezionalista è per il ministro “una delle forme più insidiose, di persone che hanno scelto la contrarietà allo Stato con un atteggiamento di insurrezione e contrapposizione violenta al vivere civile dello stato. Si rivolgono contro servizi essenziali, ad esempio il trasporto ferroviario. C’è un’ampia gamma di risultati di indagini importanti e ben vengano gli esiti di queste indagini, per restituire fiducia ai cittadini”.Un impegno che, come ha sottolineato il titolare del , non può prescindere da equilibri internazionali sui quali per Piantedosi, sono stati raggiunti risultati importanti grazie all’impegno del Governo e della presidente del Consiglio Meloni in particolare sul fronte delle migrazioni.
Piantedosi a Taobuk: consolidare la fiducia nelle Istituzioni attraverso i risultati. Le garanzie sull’Ai Act: non sarà un “grande fratello”
Il ministro dell’Interno è intervenuto in collegamento tra bilanci e attualità: a Palermo abbiamo dato segnale di attenzione







